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Le nazionali rossoblù

Giacomo Bianchi


Si è parlato fin troppo del caso Conte in questi giorni. È fastidioso ed irritante vedere che l'allenatore che incarna a pieno titolo la “juventinità” venga difeso dalla maggior parte dei colleghi e dei giocatori delle altre squadre. Ma parlare, purtroppo, quando non si è coinvolti in prima persona, è fin troppo semplice. Immaginatevi se Conte avesse fatto un gesto del genere a San Siro, a Roma o a Napoli. Ne avremmo parlato per mesi, ci sarebbero state polemiche e deferimenti a non finire. Anzi non immaginatevelo neanche, perché una cosa del genere, in quegli stadi, non l'avrebbe mai fatta. Lo ha fatto a Bologna, nella civile Bologna, dove però lui ha visto gente con spranghe e bastoni e che lanciava sassi al pullman bianconero. Li ha visti solo lui, però. Perché ha fatto così? Per essere al centro dell'attenzione, come sempre. Era da un po' che non si parlava di lui e la vittoria a Bologna lo ha riportato al di sopra di tutto e tutti. Bisognerebbe fregarsene e lasciare perdere, ma di fronte a fatti del genere la pazienza si perde ed è normale che poi l'astio contro la Juve cresca ancora di più.

Detto questo, della partita si può dire ben poco. I bianconeri si sono dimostrati ancora una volta la squadra più forte d'Italia, sono stati cinici e determinati ed hanno portato a casa tre punti fondamentali per il loro cammino. Il Bologna ha fatto la sua partita con cattiveria e furore agonistico, spinto dai tifosi che non hanno fatto mancare la loro voce neanche al novantesimo. Sarebbe bello riempire lo stadio in questo modo ogni domenica. Sono sogni, utopie che mai si realizzeranno, ma l'atmosfera sabato era veramente fantastica, nonostante i supporter bianconeri non mancassero. Il Bologna ha pagato a caro prezzo una distrazione in fase difensiva. Come ha detto bene Cherubin martedì in conferenza stampa, “Naldo contro l'Inter ha fatto molto bene, con la Juventus si è trovato un po' più in difficoltà.”. Ma in fin dei conti ci può stare e dagli errori si può solo migliorare. Personalmente penso che il ragazzo abbia tutte le carte in regola per dire la sua e con il passare del tempo, imparando meglio l'italiano (cosa fondamentale per comunicare in fase difensiva) e conoscendo meglio anche le caratteristiche dei compagni, ci si può aspettare tanto da lui.

Il Bologna ha ripreso gli allenamenti chiaramente a ranghi decimati, per via delle convocazioni nelle rispettive Nazionali. Ma alla prossima gara contro l'Udinese mancano quindici giorni e Pioli, anche più tranquillo dal punto di vista della classifica, può permettersi di fare partire dodici giocatori. Vedere che otto undicesimi della gara di sabato sera contro la Juve ( Antonsson, Soerensen, Garycs, Perez, Taider, Gilardino, Diamanti, Gabbiadini, Kone e Gilardino) sono stati scelti per la “rappresentativa” nazionale, deve essere motivo di orgoglio per il Bologna e per il lavoro che stanno facendo l'allenatore e i suoi assistenti. Ma viene anche spontaneo chiedersi, a questo punto, se magari la squadra non meriterebbe qualcosa di più. Ma va bene così, il Bologna sta facendo il suo campionato, con forza e determinazione è uscito dalle zone pericolose della classifica e si aspetta a vivere un finale di stagione nel quale la prima cosa da fare è ottenere i punti necessari per arrivare alla salvezza. Quello che verrà dopo, tanto di guadagnato. E c'è sempre la speranza che si possa ripetere il finale di stagione dello scorso anno, quando la squadra onorò il campionato fino all'ultima giornata, anche se non aveva più nulla da chiedere e da dimostrare.