“Per carità, adesso questo qui riattacca col solito pippone del giovedì sulla società, su quello che Joe e Joey devono fare nelle prossime settimane, su Corvino che sta per arrivare…”. Tranquilli cari lettori, se era questo il vostro pensiero potete rilassarvi e fare finta che l’editoriale non sia ancora iniziato.
"La vendetta è un piatto che va servito freddo"
I giorni appena trascorsi, in special modo martedì, sono stati ulteriori importanti mattoni che vanno a dare una forma quasi definitiva alla costruzione rossoblù che sta nascendo. Dopo settimane trascorse a mettere in giro paura e tensione per una situazione societaria che pareva essersi incagliata sul più bello, è infatti arrivato il tanto atteso accordo tra Tacopina e Saputo, che definisce ruoli e compiti dei due per la gioia (o la delusione?) dei tanti che stavano gufando perché tutto andasse – passatemi il termine – in vacca. Ma l’accordo, signori miei, c’era già. Altrimenti pensate che uno come Saputo, che lavora basandosi principalmente sulla sua fama e immagine, sarebbe venuto qui a Bologna e avrebbe dato la parola alla sua partecipazione in questo progetto, con tanto di conferenza stampa, per poi tirarsi indietro? Dai su, siamo seri, abbiamo la maturità necessaria per capire certe cose. Che poi nel calcio può succedere davvero di tutto è fuor di dubbio, ma questa mi sembrava francamente troppo. Comunque basta parlare di società, la penso esattamente come voi: non ha senso adesso mettersi a fare il conto alla rovescia delle prossime scadenze, sembra davvero un volergliela buttare. L’accordo lo hanno sottoscritto, stop.
Ora è tempo di pensare al campo e alla difficilissima trasferta di Catania che attende i ragazzi di Diego Lopez. In Sicilia l’ambiente sarà caldissimo, complice un pubblico straordinario e uno stadio che ha fruttato ai rossazzurri 17 dei 19 punti sin qui raccolti. Al “Massimino” insomma non si passa, o meglio fino a qui solo il Bari è stato capace di espugnare il fortino del Catania. Una squadra che può vantare un allenatore navigato come Sannino e tanti elementi di assoluto valore come Almiron, Rosina e Calaiò. L’avvio negativo di campionato probabilmente è dovuto ad una difesa un po’ troppo ballerina e ad un rendimento lontano da casa assolutamente inaccettabile e inspiegabile: con i soli 2 punticini raccolti infatti, il Catania è ultimo nella speciale classifica del rendimento fuori casa. Classifica che invece vede il Bologna primo a 12 punti, a pari merito con la Ternana. Insomma, sabato si sfideranno una squadra reduce da 4 vittorie consecutive tra le mura amiche e quella che ha il miglior rendimento esterno del campionato: ne vedremo delle belle.
Abbiamo detto però che non sarà affatto semplice per i rossoblù fare risultato in terra siciliana, viste anche le pesantissime assenze cui dovrà far fronte mister Lopez. Non ci saranno per squalifica Cacia e Oikonomou, pilastri di attacco e difesa, e non dovrebbe essere della gara nemmeno Luca Ceccarelli che nei giorni scorsi ha riportato uno stiramento al retto femorale della gamba sinistra, che ieri lo ha costretto a fare solo terapie. Insomma una bella gatta da pelare per Diego Lopez, che dovrà inventarsi qualcosa per non fare sentire alla squadra la mancanza di ben 7 reti (5 di Cacia e 2 di Marios) sulle 20 messe a segno dai suoi, ma soprattutto avrà bisogno di trovare una soluzione alternativa che gli consenta di mantenere il giusto equilibrio nonostante l’assenza di due elementi vitali per la spina dorsale rossoblù. Sarà la prima volta senza bomber Cacia, che le ha giocate tutte dal Perugia al Bari, e il dilemma più grande è il seguente: Acquafresca unica punta col doppio trequartista (magari Improta), o uno tra Pasi e Troianiello accanto a lui? Potessi scegliere, opterei per l’albero di Natale con Laribi e appunto Improta ad ispirare l’unica punta, in modo da avere un minimo di garanzie in più in copertura senza nulla togliere alla qualità della squadra. Non meno problematico però sarà il fare a meno di Marios, che da Terni in poi è andato in continuo crescendo (eccezion fatta per gli errori nel finale contro il Brescia), dando all’intera difesa una solidità ma allo stesso tempo tranquillità impressionanti per un ragazzo del ’92 che lo scorso anno aveva giocato solo una partita, persa peraltro malamente contro la Roma dal suo Cagliari. Ferrari dovrebbe prendere il suo posto, mentre a destra al posto di Ceccarelli infortunato dovrebbe rivedersi Garics, riapparso nei radar nel finale di match di domenica e sembrato piuttosto tonico. Una bella occasione per lui, se vuole dimostrare che il titolare sull’out di destra può ancora farlo.
Mancano comunque ancora diversi allenamenti, che il mister sfrutterà per preparare al minimo dettaglio questa partita così delicata. Il Bologna rispetta sicuramente il Catania, come si evince anche dalle parole di Cacia e Maietta che nelle scorse settimane hanno indicato proprio i rossazzurri come favoriti per la vittoria finale, nonostante questo inizio un po’ così. Ma non deve commettere l’errore di temerlo, andando invece a giocarsi la partita consapevole della propria forza e con la convinzione di poter ottenere un risultato positivo, utile a mantenere il prezioso +7 che c’è tra le due squadre. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, il Bologna ha ancora un conto aperto con il Catania, che la passata stagione ha battuto i rossoblù sia all’andata che al ritorno. Dolorosa, in particolare, la sconfitta al Dall’Ara alla penultima che condannò matematicamente il Bologna alla retrocessione. Adesso loro vogliono risalire? E noi serviamogli il piatto della vendetta, che come detto impone da maggio ad oggi si è fatto piuttosto “freddo”.
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