Tutto Bologna Web Editoriale La squadra è con Lopez: ripartiamo da qui

La squadra è con Lopez: ripartiamo da qui

Luca Lollini

Il Bologna scappa dal Dall’Ara e, puntualmente, porta a casa i tre punti. Era successo nelle precedenti quattro trasferte ed è successo anche ieri a Varese, dove una squadra con ambizioni di promozione diretta non poteva fare altro che vincere: troppo ampio il divario dai lombardi, formazione con un piede in Prima Divisione se non peggio.



I tre punti sono arrivati, ma come accaduto nell’ultimo mese e mezzo non si può non evidenziare la fatica fatta dai rossoblù per ottenerli. Un primo tempo tra i più brutti che si ricordino, fatto apposta per mostrare ai giovani come non si debba giocare a calcio: ognuno per sé, con rari e confusi sprazzi di azioni corali. Un primo tempo in cui il nervosismo si è lentamente fatto largo tra i giocatori di Lopez, sorpresi anche loro dall’incapacità di costruire contro un avversario di livello notevolmente inferiore. E che, ciliegina, dopo quarantacinque minuti trascorsi a guardare, all’improvviso si è trovato in vantaggio. Non ci credevano quelli del Varese, ma ancora meno ci credevano quelli del Bologna: è successo davvero? Sì.



Quello che poi è accaduto negli spogliatoi sarebbe divertente saperlo, poiché nella ripresa le cose sono andate diversamente. Un Bologna più concentrato e, soprattutto, determinato, ha schiacciato il Varese nella sua area, segnando tre reti per la prima volta dalla Vigilia di Natale e ribaltando così il risultato. Zuculini-Cacia l’asse vincente, il primo impegnato a sbattersi, urlare e penetrare sulla destra, il secondo impegnato a toccare esclusivamente i palloni che avrebbe mandato in rete: la grandezza dei bomber. A loro si aggiunge un Sansone subentrato in situazione di parità, e che con il suo ingresso ha fatto ridisegnare il Bologna con il 4-2-3-1: è stato il cambio di marcia definitivo, e merito a Diego Lopez di aver trovato la quadratura corretta in corso d’opera.



Su Lopez ne abbiamo dette tante, e continueremo a dirle almeno per un’altra settimana. Il Bologna ieri ha giocato una gara sufficiente, ed è tutt’altro che uscito dalle secche tecnico/tattiche in cui è piombato da metà gennaio. La sua squadra resta seconda con due punti sull’inseguitrice più vicina, ma, almeno, la sua squadra è con lui. Viene naturale pensare che, all’intervallo dell’Ossola, l’uruguagio fosse ormai l’allenatore del Bologna solo virtualmente. E ai giocatori non ci sarebbe voluto nulla per trasformare il virtuale in reale: solo ripetere quanto fatto nel primo tempo. Non è andata così, non è stata un’altra Catania-Bologna dell’Epifania duemilaquattordici. La reazione, faticosa ma almeno efficace, c’è stata. Ripartiamo da questo, ripartiamo da un gruppo che per quarantacinque minuti non ha esitato a mandarsi a quel paese quando necessario e che poi nella ripresa si è rinsavito. Ripartiamo, ma stavolta sul serio.