Tutto Bologna Web Editoriale La sconfitta di Pioli è di tutti

La sconfitta di Pioli è di tutti

Redazione TuttoBolognaWeb

Triste y solitario final: Stefano Pioli licenziato dal Bologna suona come una sconfitta un po' per tutti. Per lui che, incalzato da alcuni club più ambiziosi, ci regalò brividi di orgoglio rossoblù, alla fine della scorsa primavera, scegliendo Bologna e il Bologna "senza se e senza ma". "C'è un progetto" disse. Un progetto smembrato dalla Casa dell'Improvvisazione e della Fatalità, nel corso dell'estate. Sconfitto Pioli, come un moderno don Chisciotte, nel voler credere in una rosa depauperata da mancate conferme. Sconfitto pure il club, mai come oggi condannato a vivere alla giornata ma senza l'incoscienza e il coraggio del carpe diem latino. Una vera scuola di sopravvivenza quella di Guaraldi & C. Con ciliegina sulla torta: il tempismo e le modalità del passaggio di consegne fanno a dir poco rabbrividire. Sconfitti i calciatori: che Pioli credesse in loro è stato palese fin da subito. Dichiarazioni persino avventate, quelle dell'allenatore in estate. Ma non finte, convintissime della bontà del gruppo. Sconfitta la piazza, aizzata da opinionisti caciaroni, perennemente scontenta. E il malumore del popolo - lo dice la stotria - porta alle esecuzioni sommarie in piazza, come se - dopo - tutto fosse sistemato. L'ultimo Natale rossoblù di Stefano Pioli è stato una via di mezzo tra un beckettiano finale di partita e un drammone tipo assassinio nella Cattedrale. Come nel testo teatrale di Eliot, infatti, la crisi del Bologna di Pioli ha avuto due parti e un interludio. Scontata la prima, a dir poco in stile "Stefano non deve morire" si è consumato l'interludio natalizio, cominciato la settimana prima di Bologna-Verona (una punizione che francamente anche il peggiore degli allenatori passati da qui non avrebbe meritato), proseguito con la calma apparente dopo il gol al Genoa di Diamanti e finita con Catania, un Bologna definito inqualificabile. Come per altre sconfitte precedenti, vedrete che la storia del campionato dimostrerà che il ko al Massimino è stato meno brutto di quanto sia stato dipinto. Per le feste ci hanno servito la saga di Guerre Stellari? Non si può proprio dire che la forza sia stata con il Bologna. L'inerzia infatti sembra sempre svantaggiare i nostri colori. Il Catania di Lodi e Bergessio è squadra assai diversa da quella vista nella seconda parte del 2013. E ora arriva una Lazio quasi impresentabile con Petkovic, rinfrancata dal gol di un rinfrancato e recuperato Klose.

Ci sarà Ballardini al timone. Dimentichiamoci in fretta del Gran Rifiuto. Chi lo ha artatamente estratto dal cilindro non è un mago ma un illusionista. Il calcio del sentimentalismo appartiene ad altri tempi. Non un mostro di simpatia, il ravennate, ma in fondo noi tutti speriamo che il copione che viene a recitare non sia una (tragica) farsa. Il suo è un ritorno alle origini, e lo è anche per Carlo Regno che ricordo impeccabile ed elegante mezzala a Medicina prima e poi bravissimo insegnante di calcio nelle Giovanili di tanti club. E' vero: ho storto il naso all'annuncio di Ballardini, ma i pregiudizi sono odiosi, controproducenti e non fanno per me. Perciò tifo e tiferò per lui fino a che guiderà i colori del nostro cuore. Verrà anche il tempo dei confronti che sono sempre odiosi e stupidi. Perchè probabilmente arriverà qualche rinforzo, è proprio il caso di sperarlo, quindi le forze in campo saranno differenti. Il mercato non si presenta semplice. Parte dalla necessità di smaltire la rosa, prima di aggiungere qualche pedina. Ballardini vorrà certamente provare a valorizzare quelli che Pioli aveva bocciato. Pazienza e Acquafresca, Bianchi e probabilmente Lazaros. A mio modesto avviso la squadra ha bisogno come il pane "almeno" di un regista, trait d'union tra Perez e Diamanti (Lodi sarebbe stato perfetto) e di un esterno di qualità. E quando dico di qualità intendo un terzino/ala che non faccia bene solo la metà dell'opera. Che unisca l'acume difensivo di Garics alla corsa di Morleo e alla predisposizione al cross di Cech. San Bagni... pensaci tu! Volutamente non uso la parola "alibi". Non credo che questo gruppo abbia giocato "contro" Pioli, credo che le perplessità di alcuni possano essere venute per via dell'eccessiva sperimentazione del tecnico uscente. Se mutando (continuamente) l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia (e resta largamente insufficiente)... l'insorgere di dubbi è fisiologico.