Tutto Bologna Web Editoriale La perestrojka di (santo) Stefano

La perestrojka di (santo) Stefano

Redazione TuttoBolognaWeb

C'era solo una cosa paradossale che poteva succedere al termine della settimana più folle della storia recente del Bologna, se escludiamo quella in cui Porcedda diede spettacolo con le sue inversioni di marcia che ormai appartengono al mito. Ecco, appunto, poteva solo succedere di invertire la marcia e vincere dopo un lunghissimo digiuno (e so che usare questa parola durante le vacanze di Natale sembra uno scherzo... ). Anzi, tutto sembra uno scherzo, a cominciare da Stefano Pioli che si presenta alla sua verosimilmente ultima conferenza stampa in rossoblù con un vistoso taglio sulla fronte. Prima di dare adito a qualche pensiero funesto frutto di menti di tifosi ormai abituati al peggio (in pratica, noi), lui stesso ha precisato che si era infortunato pochi giorni prima giocando con il cane, e non con il Kone, altro esemplare irrequieto che invece ha preferito dare spettacolo in un'amichevole di beneficenza. ‘’Sembra Gorbaciov!’’, ho esclamato di primo acchito, sorridendo pensando a quante volte da bambina mi ero incuriosita guardando quel volto. Perché l'infanzia ha un pregio: quello di non farti capire tante cose. Ecco forse perché ho cominciato a tifare Bologna quando indossavo ancora i pannolini. A proposito: con queste premesse al cardiopalma, tra allenatori ormai esonerandi, giocatori in preda a crisi di nervi, presidenti confusi e alle prese con le ‘’illazioni’’ della stampa e avversario ostico della domenica, forse dei pannolini ce ne sarebbe stato ancora bisogno. Se non fosse per un dettaglio che un po' riporta alla mente un Bologna-Chievo di ormai tre anni fa: i rossoblù gonfiano il petto proprio quando hanno toccato il fondo e, forse, stanno anche scavando oltre. E' così che la partita contro il Genoa si risolve in una pratica apparentemente semplice, con i felsinei che forse per la prima volta in stagione danno l'idea di avere finalmente la solida spina dorsale di cui c'è bisogno per salvarsi: un Natali perfetto che annichilisce un certo Gilardino, un Perez di ferro che completa l'opera di cui sopra (chiedere alla spalla del bomber biellese) e un Diamanti tornato ai fasti delle magie a cui ci ha abituato, in attesa di trovare un giorno un attaccante che la butti dentro. Il Bologna batte il Genoa, sale a 15 punti e in un colpo solo, grazie ai risultati squisiti degli altri campi, esce dalla zona retrocessione. E, cosa più importante, salva la panchina a Stefano Pioli che proprio oggi festeggia l'onomastico, nel giorno dedicato al martire per eccellenza. Ecco, tenendo sempre presente il profumato stipendio che intasca il mister e con i dovuti ‘’distinguo’’ del caso, il nostro Stefano ha vissuto un po' da martire ultimamente, pagando le colpe di tutti, come spesso succede nel mondo del calcio. Ha sopportato, ha fatto finta di non sentire e ha mandato giù dei bei rospi. A fine partita ha negato che ci sia scappata la lacrimuccia (bugiardo!) ma ha fatto chiaramente capire, per chi ancora non avesse inteso il concetto, che i problemi nello spogliatoio ci sono, con la lista degli ‘’scontenti’’ che va assottigliata quanto prima. Anche perché domenica abbiamo visto quanto è facile uscire dalle sabbie mobili ma, se dovesse esserci un passo falso a Catania, potremmo assaggiare subito il processo opposto. Oltre a rivivere altre ‘’tarantelle’’ su Pioli e i suoi presunti successori. Dunque, caro Stefano Gorbaciov, fallo anche per noi tifosi: dai il via alla tua personalissima perestrojka perché, se non si fosse capito, ormai ci fidiamo quasi solo di te. Non possiamo assicurarti il Premio Nobel per la pace. Ma quello per la pazienza l'hai già ampiamente vinto.