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La NON reazione

Giacomo Bianchi

È un risultato che fa venire la sola voglia di mettersi le mani nei capelli. Se poi ci si concentra sul fatto che il Verona avrebbe potuto banchettare, che il Bologna non è mai stato in partita, che sono mancati orgoglio, determinazione e voglia di vincere, ovvero le chiavi essenziali per provare a risalire e mettersi in carreggiata, allora oltre alla disperazione comincia a salire anche la rabbia. Lette ad una settimana di distanza le parole di Pioli del "il nostro campionato comincia adesso" sembrano pura retorica: c'era bisogno di una scossa e tutti se la aspettavano, era necessaria. Ci si aspettava una reazione diversa e in fondo si sperava che le 5 sberle dell'Olimpico potessero portare ad un cambio di rotta. E invece no, si è caduti nuovamente sotto i colpi degli avversari, e poco importa se dall'altra parte non c'erano più i primi della classe ma una squadra neopromossa. Per la seconda volta in sette giorni il Bologna è stato sbeffeggiato ed è stato vittima sacrificale. La cosa che più preoccupa non è tanto vedere come la squadra non sia in grado di creare e di fare gioco: non ha gli interpreti per farlo, non glielo si è mai chiesto. Il vero dramma sta nel constatare come i giocatori in campo non siano nemmeno più in grado di difendersi e spesso corrano "male" o si trovino nella posizione sbagliata. È sempre brutto fare dei nomi, ma in questo momento appare inevitabile. La difesa è in perenne e costante difficoltà e forse non è un caso che la squalifica di Natali sia coincisa con 12 goal subiti in tre partite. Personalmente mai avrei pensato di potere fare un discorso del genere, ma Mantovani non ha per niente convinto e Soerensen, per quanto fuori condizione, non è sicuramente il giocatore insicuro e disattento che si è visto in questo inizio di campionato. A questo uniamoci un Antonsson che è la copia venuta non male, ma malissimo rispetto a quello degli altri anni, ed ecco spiegata in poche parole la fragilità e la pochezza del reparto centrale difensivo. Squadra che prende troppi goal, ma anche squadra che di goal ne fa ben pochi. E soprattutto, non segnano gli attaccanti. Due i goal di Diamanti, ma entrambi su calcio piazzato, una marcatura per Cristaldo ed una zampata per Moscardelli nella gara contro la Sampdoria. E qui, la più classica delle domande retoriche: ma il "bomber", quello chiamato a sostituire Gila, non segna mai? No, non segna. Appare sfiduciato e rassegnato, e sicuramente non al cento per cento dsl punto di vista fisico, altrimenti non si spiegherebbe in nessun modo una prova così indecente come quella dei primi 40 miniti di domenica, quando Pioli è stato costretto a cambiarlo. E poi c'è il capitano. Frustrato, nervoso e perennemente in protesta con arbitri e avversari. Negli ultimi due anni ad aiutarlo a trascinare il gruppo c'era qualcuno in grado di potere fare qualcosa di concreto, quest'anno è rimasto invece da solo contro tutti. Ci prova, si sbatte, ma non sempre ci riesce. Siamo sicuri che alla squadra giovi avere un giocatore così in campo? Non sono qui certo a discutere le qualità del giocatore, non sono impazzito del tutto. Però appare evidente che il centralizzare il gioco completamente su se stesso, possa diventare un alibi per i compagni che pensano "beh, io il mio compito l'ho fatto, adesso ci pensa lui". I sostituti potrebbero esserci e forse farebbe bene anche a lui tirare un po' il fiato. Per adesso ci aspettano due settimane di stop nelle quali sbollire rabbia e delusione. Prossima tappa il neopromosso Sassuolo. Le parole e le speranze vengono di conseguenza.