Tutto Bologna Web Editoriale La coscienza di Zeman, Guaraldi... e Tommasi

La coscienza di Zeman, Guaraldi... e Tommasi

Redazione TuttoBolognaWeb

Dopo il primo inutile Cda del 4 Giugno, ora si attende quello del 12 che sarà decisivo per le sorti del Bfc. Guaraldi per non smentirsi, e restare fedele alla linea seguita in questi anni è riuscito a creare confusione anche lì: non si è dimesso, anzi ha garantito di poter andare avanti, avendo trovato i soldi di un ipotetico fondo inglese. Le ipotesi sono molte, e ve ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi, a partire dal fondo sopra citato, passando per un socio occulto, fino ad arrivare al paracadute Sky. Ora ammettiamolo: che ci siano i Mondiali a Bologna se lo sono scordati quasi tutti, la data cerchiata di rosso sul calendario non è quella dell'esordio azzurro in Brasile, ma una ben più importante, ovvero quella del 12 Giugno. Si spera, anzi si esige che da quel Cda vengano fuori le risposte che tutti i tifosi rossoblu attendono dalla fine del campionato, ma in ogni caso se Guaraldi trovasse i soldi per l'iscrizione alla Serie B (800 mila euro) e poi quelli per pagare Irpef e stipendi futuri, i tifosi difficilmente gli perdonerebbero di "aver distrutto il Bologna" per parafrasare le parole dell'ex rossoblu Viviano.

Le conseguenze si rifletterebbero sulla campagna abbonamenti e sulle presenze allo stadio, e si assisterebbe a una sorta di amarcord dell'anno 2004/2005, anche quell'anno fu serie B e anche quell'anno gli abbonamenti subirono un forte calo. Questa volta però la colpa sarebbe da attribuire al presidente, che però confida nella carta Zeman per rilanciare l'entusiasmo della piazza. L'effetto del boemo si è visto già nella crescita degli abbonamenti di Roma e Pescara negli anni in cui ha allenato lì. Le situazioni delle due squadre, però, erano ben diverse da quella del Bologna attuale, e si ha la netta sensazione, potremmo quasi dire certezza che l'ipotesi del boemo (si perché in questi giorni si può parlare solo di ipotesi) non basterebbe a ricucire il rapporto fra i tifosi e il presidente. Non andare allo stadio, o non sottoscrivere l'abbonamento sarebbe un atto estremo dei tifosi, un gesto che quest'anno abbiamo visto già a Roma, sponda biancoceleste, dove i tifosi laziali hanno più volte esposto cartelli rivolti a Lotito con su scritto "Libera la Lazio". Sarebbe un segnale forte dato al presidente, ma anche questa eventualità, come sempre in questi casi, ha diviso in due la tifoseria: chi crede che il Bologna vada seguito sempre a prescindere dal presidente, e chi invece non perdona a Guaraldi gli scempi e le gestioni scellerate negli anni in rossoblu e per questo starebbe pensando a questo gesto d'amore "estremo" per i colori rossoblu.

Si spera che, nel caso tutto questo dovesse avvenire, non venga definito anche questo "un fatto increscioso" da Damiano Tommasi, che la settimana scorsa, per chi non lo sapesse ha detto queste parole sui tifosi del Bologna: "L’ultimo avvenimento increscioso è avvenuto a Bologna con i tifosi che hanno insultato pesantemente la squadra dopo la retrocessione". Mi faccia capire bene Tommasi: dopo lo scempio al quale si è assistito quest'anno, i tifosi cosa avrebbero dovuto fare? Applaudirli i giocatori? Si stia ben attenti a non fraintendere le mie parole, con questo non voglio difendere gli atti di violenza negli stadi, lungi da me, bensì voglio invitarla, caro Tommasi, a informarsi prima di parlare a sproposito. Le assicuro che per quello che si è visto quest'anno la contestazione è stata fin troppo pacifica, qui la gente è molto più civile di quello che vuol far credere lei. Ne ho viste di contestazioni ben peggiori di quella che lei ha definito "fatto increscioso". Ciò che dà più fastidio è il fatto che della contestazione dei tifosi dopo la retrocessione si è parlato subito dopo i fatti della Coppa Italia come se i due gesti avessero lo stesso peso e la stessa gravità. Ormai siamo abituati a difendere la città da accuse che molti si divertono a lanciare senza sapere bene come sono andati realmente i fatti. Poi si ricordi una cosa: in molti casi lo stipendio dei calciatori è di molto superiore a quello della gente che lavora, e a volte fa anche sacrifici per pagare l'abbonamento e le trasferte, credo sia molto più increscioso questo fatto. Lei non crede? Contestare, ovviamente in modo non violento, è anche un diritto di chi va allo stadio, soprattutto dopo ciò che si è visto quest'anno a Bologna.

Tornando a Zeman, il boemo da sempre è un uomo di poche parole, e alla domanda sul futuro, ha risposto alla Zeman, cioè con un "Vedremo cosa accadrà, visto che vorrei conoscerlo anch'io". Il boemo non si sbilancia mai troppo nelle dichiarazioni, specialmente quelle sul futuro, come suo solito, e se sta prendendo tempo, valutando tutte le offerte pervenutegli, è anche per il fatto che una delle cose che più odia è la mancanza di chiarezza, e bisogna ammettere che Guaraldi potrebbe scrivere un libro a riguardo. A Zeman, oltre ai rossoblu, sono interessate anche Cagliari e Pescara, e l'unica cosa certa è la sua voglia di tornare a lavorare e dare spettacolo col suo calcio. I mezzi per fare bene con i felsinei li ha tutti, ma adesso prima di parlare dell'allenatore bisogna andare con ordine. Prima di tutto bisogna attendere il Cda del 12 Giugno, dal quale si capirà anche quanto c'è di vero nelle dichiarazioni di Guaraldi di questi giorni. Nel titolo si parlava della coscienza di Guaraldi: è sicuramente, o almeno si spera sia così, sporca per quello fatto fin qui. Ora dimostri che almeno ha trovato una soluzione a tutte le sciocchezze (per non usare un altro termine) commesse in questi anni. Come la maggior parte dei tifosi rossoblu, lo ammetto, anche io ho sperato che dal Cda del 4 Giugno venisse fuori la notizia delle dimissioni di Guaraldi. Purtroppo così non è stato e, ancora una volta,ci tocca assistere a un film già visto, un'estate in cui si lotta per la sopravvivenza: grazie Albano.