Tutto Bologna Web Editoriale La classifica piange, il morale no

La classifica piange, il morale no

Giacomo Bianchi

Al minuto numero 90 di Sampdoria- Lazio, stava accadendo quello che di più negativo potesse succedere. Il Parma aveva vinto a Napoli, il Chievo aveva battuto il Verona, il Sassuolo stava dominando la partita contro l'Atalanta e aveva ormai la partita in tasca e, come detto la Samp stava vincendo contro la Lazio. Almeno perdevano Catania e Livorno, ma alla sera i rossoblù avrebbero giocato una partita che, sulla carta, li dava sfavoriti e non si aveva la certezza che sarebbe andata “benino”. Per fortuna, Cana ha segnato in pieno recupero e il Bologna ha ottenuto un buonissimo pareggio. Un pareggio che ci può stare e che in termini di occasioni può anche stare stretto all'Inter, non lo nego. C'è però da sottolineare che Taider andava espulso dopo 10 minuti e avrebbe lasciato un buco in una squadra che aveva appena preso goal: sarebbe stato un colpo durissimo per gli uomini di Mazzarri, che avrebbero dovuto giocare quasi tutta la partita con un uomo in meno; poi magari il risultato sarebbe stato lo stesso, purtroppo non esistono le controprove, né da una parte, né dall'altra. Il Bologna ha fatto la partita che aveva preparato: ha pressato alto e forte nei primi minuti, ha imposto un ritmo decisamente elevato alla gara ed è riuscito a fare goal ripartendo in contropiede; esattamente quello che aveva pensato Pioli. È stato giusto aspettare (ma non troppo) gli avversari e poi ripartire. Inevitabilmente l'intensità iniziale non sarebbe potuta durare per tutti i 90 minuti e col passare del tempo, la qualità degli avversari è venuta fuori. L'Inter ha attaccato ma ha trovato sulla sua strada un Curci in grande spolvero. Piccola parentesi su di lui: nelle ultime due settimane è finito sulla bocca di tutti per gli errorarcci a Bergamo, la stampa lo ha criticato mentre i compagni lo hanno difeso a spada tratta. C'è chi continua ad invocare disperatamente Stojanovic. Il ragazzo è sicuramente di prospettiva, ha qualità, è giovane ed il futuro è tutto nelle sue mani. Lo scorso anno fu bravo quando venne chiamato in causa. Ci si aspetta tanto da lui, forse anche troppo. Attenzione quindi a non idealizzarlo eccessivamente, per poi doversi ricredere immediatamente nel momento in cui dovesse commettere un errore (ci auguriamo vivamente di no) nel caso in cui dovesse giocare. Tornando a Curci, che piaccia o meno, c'è un fatto da sottolineare: lo spirito con il quale si è allenato, è stato da vero professionista. Negli ultimi quindici giorni, ha dimostrato concentrazione e determinazione per rimediare agli errori dell'ultima gara. E domenica sera i risultati si sono visti. Contro l'Inter è arrivato un buon punto, un punto sofferto e sudato. E la cosa che maggiormente fa morale, è l'averlo conquistato con voglia e determinazione, ed avere resistito agli assalti avversari nei 90 minuti (anche se la maledizione dell'ultimo secondo sembrava concretizzarsi nuovamente sul tiro di Juan Jesus). Il Bologna ha dimostrato di esserci e di poteresela giocare contro chiunque. Sono passati i brutti momenti di Napoli, Verona e Roma. Oggi la squadra ha trovato un'identità e deve continuare su questa strada. La classfica piange, anche se di fatto ad oggi, si sarebbe salvi. Gli 11 punti sono però pochi: siamo infatti a circa 1/3 del campionato ed in prospettiva, tenendo questi ritmi, si arriverebbe a 35-36 punti, troppo pochi per salvarsi. É ancora presto per fare dei calcoli e si parla solo attraverso i numeri che forse non rendono realmente la realtà delle cose. Ed oggi, per i rossoblù, il bicchiere è mezzo pieno.