Io me lo immagino il tifoso del Bologna al ristorante, colpito da improvviso strabismo acuto perché un occhio è sulla sua compagna e l’altro punta deciso sul televisore appeso in un angolo. E sta andando tutto benissimo: i piatti son buoni, lei è felice e, in primis, i ragazzi stanno reggendo alla grandissima a San Siro. Finché all’improvviso, mentre il cameriere ti allunga il profitterol, quello là, sì proprio lui là, da quaranta metri la spara all’incrocio. E non ti resta che dare due cucchiaiate svogliate al dolce e soprattutto pagare un conto che risulterà incredibilmente salato. Serata finita, probabili conseguenze sulla vita sentimentale dei due. No ma, grazie davvero Mario: la terapia di coppia la paghi te.
La beffa di San Valentino
Un Milan a lunghi tratti imbarazzante ha la meglio su un Bologna compatto e ordinato, probabilmente anche migliore di quello che aveva strappato i tre punti a Torino.
È una beffa, non vedo altre parole per descrivere quanto accaduto ieri sera. Perché se c’era una squadra che avrebbe meritato la vittoria, almeno ai punti, quella era il Bologna. La formazione rossoblù si è presentata a San Siro con la consapevolezza di chi ha trovato la via giusta da percorrere, impostando la gara lecitamente sulla difensiva ma con l’idea chiarissima di approfittare di ogni spazio che le sarebbe stato concesso. E ci sono stati, gli spazi, perché questo Milan ha messo in mostra una micidiale combinazione di sterilità offensiva e fragilità sulla mediana: se c’è andato a nozze Lazaros, in Champions Koke ne può fare quattro in scioltezza. Purtroppo il Bologna non è riuscito ad approfittarne, anche per colpa di un Abbiati decisivo in un paio d’interventi: se fosse finita zero a zero, il premio per il migliore in campo l’avrei dato a lui e questo è tutto dire.
Dopo un primo tempo meravigliosamente (ai fini del risultato) soporifero, in cui il solo Taarabt si era reso protagonista di qualche sgroppata, nella prima metà della ripresa la formazione di Ballardini ha messo sotto il Milan. Ma senza dubbio eh. A centrocampo la voragine era quasi imbarazzante, conseguenza di una squadra lunga da far paura in cui l’attacco e il resto sono come acqua e olio. Solo che né Christodoulopoulos né Cristaldo hanno capitalizzato, e col passare dei minuti la spinta del Bologna si è affievolita. Però non è nemmeno cresciuta quella del Milan, anzi, tuttavia loro hanno un giocatore a cui basta una giocata per sbloccare una gara insulsa (noi l’avevamo). E così Balotelli, che fino a quel momento era stato ectoplasmatico, indisponente, privo di nerbo e chi più ne ha più ne metta, ha pescato la matta con un siluro da fermo da quasi quaranta metri. Visto e rivisto il gol, dubito che se anche Curci fosse stato posizionato meglio ci sarebbe arrivato: era imprendibile. Il rammarico c’è perché il pallone perso da Perez un attimo prima si poteva evitare di perderlo.
Ora si tratta di ingoiare un rospo delle dimensioni della testa di Galliani e continuare su questa strada, perché è quella che potrebbe portare alla salvezza. Dopo il brusco stop interno contro l’Udinese, il Bologna ha dimostrato per due volte di essersi ripreso. Oggi non è bastato, vero, ma che la sfiga ci vede benissimo ce l’hanno insegnato proprio da queste parti.
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