Questa settimana sui giornali locali se ne sono lette di ogni, ma una cosa è certa : Alessandro Diamanti non si deve muovere da Bologna. In tutti questi anni di grandi giocatori per lo più con caratteristiche offensive ne sono passati tanti , Detari, Baggio, Signori, Locatelli, Zauli. Tutti atleti con caratteristiche tecniche eccezzionali ma, a mio parere, il fantasista di Prato si differenzia da tutti questi per due aspetti che nel calcio moderno sono rarità e lo distinguono da ogni altro giocatore pari ruolo.
Sul piano tecnico Diamanti è l'unico giocatore italiano , e Cesare Prandelli se ne è accorto già da tempo, capace di abbinare qualità nella fase offensiva quando bisogna creare pericoli per le difese avversarie e quantità quando invece c è da difendere e soffrire ; in questo caso lo si vede raddoppiare le marcature e spesso e volentieri correre dietro a tutti gli avversari fin dentro l'area di rigore della propria squadra.
Sul piano umano invece sta dimostrando , come forse solo Beppe Signori tra quelli citati, grande attaccamento alla città in cui vive. Probabilmente se dipendesse solo da lui , da qui
non se ne andrebbe mai . Bologna è una città a misura d'uomo dove se dai tutto ed entri nel cuore della gente , dopo , non esci più. Ecco forse il carattere di Alessandro introverso ma sincero , a volte timido ma dotato di grande personalità si integra alla perfezione con questa città e con questa tifoseria. La speranza è quindi che se a Giugno arrivasse una grossa squadra (Napoli?) che offrisse 10 milioni di euro per il suo cartellino il nostro caro presidente con un bel sorriso stampato sul viso rispedisse al mittente l'emissario del presidente mega galattico De Laurentis, cosicchè ancora per un po' di tempo potremo vedere la cinquecento rosa ,con il numero 23 stampato sul cofano, parcheggiata per le strade del centro storico.
Domani il Bologna sarà di scena al “Massimino” di Catania, sicuramente lo stadio più sudamericano della serie A visto che i sette undicesimi della squadra allenata da mister Rolando Maran provengono da paesi dell'america latina; ergo oltre alle difficoltà legate all'aspetto tecnico-tattico per l'ottimo gruppo messo insieme dal presidente Pulvirenti il Bologna dovrà avere la personalità anche per giocare a “testa alta” e senza timore, in uno stadio che a tratti si trasformerà in una bolgia dantesca. Non dimentichiamoci infatti che nella classifica delle gare interne il Catania è quinto dietro solo a Juve, Napoli, Lazio e Fiorentina.
A mio parere conoscendo la pericolosità del trio offensivo (Gomez, Bergessio, Barrientos) sarà fondamentale riuscire a chiudere la cabina di regia del Catania; infatti tutto il gioco , tutte le idee passano dai piedi di Lodi ed Almiron . Ecco probabilmente riuscire a mettere l'ex regista di Empoli e Frosinone e il talentuoso argentino nativo di Santa Fè fuori dal match potrebbe essere la chiave tattica che Pioli e i suoi uomini dovranno utilizzare per poter rientrare a Bologna domenica sera con almeno un punto in più nel borsone.
L'uomo in più
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