Questa settimana è iniziata con un'ottima notizia per i supporters rossoblu: Stefano Pioli ha siglato l'accordo che lo tratterrà a Bologna (anche se, come è noto, i contratti, in ambito calcistico, sono meno vincolanti rispetto alla normalità) anche per le prossime due stagioni. L'aver confermato e rinnovato la fiducia alla guida tecnica con largo anticipo rispetto alla fine del campionato è senza dubbio una mossa azzeccata e ben calcolata dalla società. Il presidente Albano Guaraldi ha capito che buona parte dei successi delle ultime due stagioni hanno avuto in Pioli un protagonista assoluto, capace di assemblare e amalgamare una squadra ricca di talento, ma, come largamente condiviso, probabilmente mal costruita, e che ha ampiamente così dimostrato capacità sopra la media sia nella gestione della rosa sia nella scelta dei titolari. Da non dimenticare che Pioli si è perfettamente e naturalmente calato nell'ambiente Bolognese, instaurando ottimi rapporti con la tifoseria e con l'opinione pubblica in generale. La firma sul contratto assume ancora più importanza alla luce delle importanti prove che aspettano il Bologna sul campo e fuori. In campo, il Bologna, probabilmente decimato da squalifiche ed infortuni, è atteso dalla ostica trasferta di Udine, dove proverà a ricominciare a raccogliere quei punti che ancora mancano per raggiungere la salvezza. Fuori dal campo invece la società dovrà affrontare problematiche importanti quali l'aumento di capitale già deliberato, la questione del Centro sportivo di Quarto Inferiore, ma anche e soprattutto le trattative per il rinnovo dei contratti di diversi giocatori e non per ultimo dovrà effettuare una campagna acquisti cessioni che si profila difficoltosa alla luce dei tanti nodi da risolvere e delle poche risorse a disposizione. Il nuovo contratto potrebbe anche essere la chiave per convincere alcuni dei pilastri della squadra a rimanere sotto le due torri. Tra i nodi di mercato più importanti da risolvere vi sono il prolungamento del contratto di Diego Perez ed il riscatto di Panagiotis Kone. In entrambi i casi Pioli potrebbe avere un ruolo determinante. E' infatti con lui in panchina che il nazionale uruguagio ha preso in mano con ancora maggior vigore le redini del centrocampo rossoblu diventandone leader incontrastato, e sempre nello stesso periodo Kone ha fatto progressi enormi dal punto di vista della concretezza sotto porta e della personalità. Sarà comunque e come al solito determinante soprattutto la volontà della società, che non potrà prescindere dal mettere le mani al portafogli per portare a casa il risultato. Vorrei infine sottolineare come sia un dato probabilmente storico la convocazione di ben dieci calciatori rossoblù da parte delle rispettive rappresentative nazionali. Non concordo con chi sostiene che non trattandosi delle nazionali più importanti a livello mondiale il dato sia fuorviante. E' sempre emozionante sapere che il nome della nostra città e squadra viene portato in giro per il mondo, e poco importa che si tratti di Brasile e Germania o di Austria e Grecia.
L'importanza della guida tecnica
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