Tutto Bologna Web Editoriale L'importanza della colonna portante

L'importanza della colonna portante

Giacomo Bianchi


Il Bologna tornato soddisfatto dalla trasferta friulana deve ringraziare soprattutto il suo estremo difensore. Oggetto misterioso da luglio a gennaio anche per gli addetti ai lavori e gli esperti, che hanno sempre sostenuto che una sola stagione ad alto livello in serie A (con il Siena) non sia abbastanza per considerarlo un portiere del tutto affidabile, è diventato, dopo l'ennesima “Agliardata”, il giusto guardiano per la porta rossoblù. Gianluca Curci si è caricato la difesa sulle spalle: ha la personalità e la capacità di guidare un reparto che adesso appare molto più sicuro rispetto a qualche mese fa. Ha dimostrato di essere all'altezza e piano piano sta guadagnando anche la stima dei tifosi. E sabato sera avrà di fronte a sé il grande ex dello scorso anno: quel Gillet che con la maglia rossoblù fece decisamente bene ma che fu lasciato andare via per un “capriccio” e per una mancanza di imposizione da parte del presidente. Non tremerà, il nostro Gianluca. Non sentirà il peso del confronto, né la necessità di dovere dimostrare di essere migliore rispetto al suo predecessore. Farà semplicemente la sua partita, con concentrazione e disciplina, con lo spirito di chi vuole fare di tutto per essere riconfermato nel progetto di Pioli per il prossimo anno ed allontanare così le voci che parlano di portieri argentini e/o ragazzi giovani provenienti dalla serie B. Più volte si è accostato il nome di Leali a quello del Bologna; il ragazzo è di proprietà della Juventus, che mai lo venderebbe e anzi, lo darebbe in prestito secco. E allora sorge qualche interrogativo: ha davvero senso pensare di (ri)fare la squadra partendo da un giovane esterno quando in casa volendo c'è anche Stojanovic? E soprattutto, ottenere un prestito secco con la quasi certa impossibilità di confermarlo per l'anno dopo, è una cosa logica? Chiaro è solo fantamercato, ma i dubbi sono legittimi e verranno sicuramente chiariti dagli addetti ai lavori..

Una volta scelto il portiere sarà poi necessario strutturare la squadra nella giusta maniera. Tutte le grandi squadre bene organizzate si basano su un ossatura fondamentale, costituita da una linea immaginaria che collega gli elementi chiave dello scacchiere, dalla porta all'attacco. L'Inter del triplete aveva Julio Cesar- Lucio- Thiago Motta- Snejider- Milito. Ma guardando in casa nostra, l'anno scorso nel Bologna dei 51 punti c'erano Gillet- Portanova- Perez- Diamanti- Di Vaio. Quest'anno la quadratura, soprattutto nelle ultime giornate, sembra data da Curci- Antonosson- Perez- Diamanti- Gilardino. Gli altri giocatori non sono comprimari, sono “aiutanti” al servizio della colonna portante. Pensando al futuro, altri dubbi vengono alla luce e tutto appare un grande punto interrogativo, ad oggi, la linea del futuro è tutta da rivedere. Il portiere rimane la più grande incognita, come si è già visto. Antonsson ha raggiunto il numero di presenza per il rinnovo automatico del contratto ma poi le parti dovranno sedersi al tavolo e parlare di cifre, anche se il ragazzo sembra contentissimo di rimanere. A centrocampo, se Perez non resta, sarebbe coraggioso, ma non del tutto sicuro, affidarsi totalmente a uno tra Taider e Khrin. Gli altri meglio lasciare stare. In avanti, si spera nella riconferma del capitano e di Gilardino, altrimenti i problemi sarebbero gravi e grandi.

Quindi presidente, uno come te che di case se ne intende abbastanza, dovrebbe sapere che senza i pilastri un complesso non sta in piedi. È già stata fatta un'ottima cosa ponendo le fondamenta (Pioli), ora si vada a definire con sicurezza la struttura portante. E al giardino (il centro tecnico) ci penseremo poi.