Una di quelle partite che dopo mezz’ora dici “ma come facciamo a vincerla?”, e poi la vinci. È andata bene a Chiavari, ma perché il Bologna, nella sua bruttezza, ha fatto di tutto affinché andasse bene. Un Bologna sì brutto, che però ha saputo risollevarsi subito dopo la sberla (meritata) e poi fare sua la gara. Cinque mesi fa, i rossoblù questa partita non l’avrebbero mai vinta, ma forse si tratta di un refrain ormai stantio: il Bologna si è evoluto tantissimo durante il campionato, e nelle ultime gare (quattro vittorie in fila) riesce sempre a cavarsela in un modo o nell’altro. Significa che siamo una squadra fortunata, che non merita di stare lassù? No, significa che siamo abbastanza maturi per andare a vincere il campionato.
Io so che se la cava
In casa contro la Pro Vercelli, alla Vigilia di Natale, non fu un Bologna trascendentale: piede poggiato leggermente sull’acceleratore ma comunque tre a zero per guadagnare una vittoria che mancava da tre turni. Tra Natale e Capodanno sei andato a Lanciano, in casa della sesta in classifica, e la partita ti ha messo in crisi: subito un rigore contro, fortunatamente sbagliato, ma dopo poco che era iniziata la ripresa vai in svantaggio. Un campo ostico, dove fino ad allora aveva vinto solo il Frosinone. Poi arriva Cacia, che ne infila due di prepotenza per il due a uno. Perugia. Perugia è la prima del girone di ritorno, e all’andata non era stata un gran partita. Dopo una sosta di tre settimane è facile partire lenti, le altre avevano giocato tutte prima del Bologna e lo avevano confermato. Il Bologna non parte lento e dà una dimostrazione di forza notevole, soprattutto perché l’avversaria è in palla e cerca di mettere in difficoltà la squadra di Lopez per novanta minuti. Il primo tempo passerà agli annali come uno dei migliori della stagione, nel secondo il Bologna sciupa di tutto. Il Perugia accorcia le distanze con l’unico, vero tiro in porta, impepando gli ultimi cinque minuti. Sono comunque tre vittorie di fila: una con un filo di gas, un’altra col coltello tra i denti e la terza giocando splendidamente.
Ieri il Bologna si è presentato sul campo di una squadra che lotta per non retrocedere, ma che due terzi dei suoi punti li ha conquistati in casa. La partita è brutta, non si vede quasi niente di decente da parte dei rossoblù, impegnati soprattutto a non cascare in terra. Segna Mazzarani e già ti vedi risucchiato nel gorgo playoff, perché davvero non capisci come il Bologna visto sin lì la possa raddrizzare. Quattro minuti e la raddrizza. Sette e va in vantaggio. Boh.
È l’arte di cavarsela a rendere grandi le squadre, l’arte di uscire dalle difficoltà a testa bassa e poi tenere tenere tenere. Il Bologna sa giocare bene, ma adesso sa anche cavarsela, maledettamente. Prima no, prima si scioglieva. È un passo in più verso l’obiettivo promozione: adesso so che se la cava.
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