(liberamente, molto liberamente, tratto dal testo teatrale del grande Gaber)
Io quella volta lì...avevo vent'anni
Io quella volta lì avevo 20 anni. Eh sì, perché ero nato in piena Grande Guerra e mio padre mi aveva salvato dalle granate austriache tenendomi sotto la sua “capparella”. Povero papà ora l'hanno mandato al confino perché dicono che non è allineato col il progresso che avanza... L'ha detto quello lì che ha la statua a cavallo sotto la Torre di Maratona. Ero contento, all'inizio, che avesse costruito questo bellissimo Stadio ma non gli perdonerò quello che ha fatto alla mia famiglia. Ma meglio abbandonare pensieri tristi e pensare al nostro Bologna: che tremare il Mondo fa! Pensiamo a Sansone, Fedullo, Andreolo, Reguzzoni e al nostro Anzlein Schiavio che ormai gioca poco ma che da ancora delle zampate decisive. Se avessi qualche lira in tasca andrei fino a Parigi a vederli sfidare il Chelsea e le altre grandi squadre europee nel Torneo dell'Expo. Poi ci guida quel brav’uomo Ungherese. Si chiama Árpád Weisz... sono sicuro che avrà un grande futuro!
Io quella volta lì avevo 20 anni. Eh sì, perché ero nato in piena Seconda Guerra Mondiale e mia madre mi aveva salvato dai bombardamenti tedeschi tenendomi sotto la “stanèla”. Adesso che ho trovato da lavorare gli ho regalato un bel frigorifero alla mamma: bianco, grande, con la luce dentro e appena posso, firmo un bel pacco di cambiali anche per la televisione e magari una Cinquecento tutta per me… così la Lambretta: via! Dal solfanaio! Anzi la tengo per il mio fratellino piccolo che prima o poi la userà. Peccato che sia ancora troppo piccolo per godersi questo spettacolo: lo Stadio è pieno di gente perché se vinciamo oggi minimo si va allo spareggio... e dopo tutto quello che ci han fatto patire, vogliamo lo scudetto! Dai Bulgarelli! Dai Haller! Dai Perani, Nielsen, Pascutti...che roba! Così si gioca solo in Paradiso dicono... e io ci credo!
Io quella volta lì avevo 20 anni. Eh sì, perché ero nato in pieno Boom Economico (che adesso con la crisi che c’è stata alla fine degli anni '70 non ci si ricorda quasi più cosa sia stato). Mio fratello, quello grande, mi portava allo Stadio fin da bambino e mi diceva “ Boia che sfiga che ti sei perso lo scudetto! Ma vedrai che ne vinceremo un altro, prima o poi!”. Adesso è sposato e lavora in America come informatico ma oggi non si perde niente a non essere qui. Si risparmia di piangere con me... lo Stadio è vuoto e sono venuto qua con la sua vecchia Lambretta perché mi vergognavo a piangere a casa... abbiamo perso ad Ascoli e per la prima volta scenderemo in serie B. Peggio di così ...non ci potrà mai essere niente, sono sicuro!
Io quella volta lì avevo 20 anni. Eh sì, perché ero nato proprio mentre cadeva il Muro di Berlino. Mio padre mi portò allo Stadio per la prima volta che eravamo in serie C, con Ulivieri, che ci fece fare una cavalcata bellissima fino a tornare in serie A e vedere Andersson, Kolyvanov, poi Baggio, Signori e adesso SuperMarco Di Vaio.
Stasera li ho rivisti... stanno passando sotto la Curva e qualcuno anziché invecchiare sembra ancora un ragazzino. Anche quelli più anziani, quelli dello scudetto: Fogli gioca addirittura un pezzetto di partita. Manca solo Bulgarelli che se n’è andato da pochi mesi: si è perso i Nostri Cento Anni. C'è un clima surreale e incredibile: ci si sente al centro dell'Universo... Qualcuno degli Ultras è sceso in mezzo al campo e fa roteare dei bandieroni giganteschi mentre Morandi canta e aspettiamo la mezzanotte! Buon Compleanno Vecchio Bologna! E se i Menarini vendessero... sono sicuro che arriverà qualche Presidente (che venga, chissà, dalla Sardegna o da Bologna non importa!) che ci farà tornare grandissimi! Pronto a scommetterci!
© RIPRODUZIONE RISERVATA