Tutto Bologna Web Editoriale Innamoramento, disamoramento…amore (quello vero)

Innamoramento, disamoramento…amore (quello vero)

Redazione TuttoBolognaWeb

“Innamorarsi è raro, ma non difficile. La vera impresa è conservare quel sogno d’amore anche dopo la sua trasformazione in realtà. Perché se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola. (M. Gramellini)”

Eh già! Innamorarsi è magari raro ma sostanzialmente facile…di una donna (o di un uomo), un’opera d’arte, un’idea, un atleta o una squadra di calcio. Ed è altrettanto facile, poi, esserne delusi, feriti, amareggiati e disinnamorarsi in fretta. Basta a volte un episodio, un tradimento, una delusione o più spesso un insieme di fattori che rende il sentimento insopportabile. E l’incanto svanisce.

Il “mestiere” difficile è coltivare l’amore: quando le cose non vanno bene, quando occorre ingoiare qualche boccone amaro che sia disillusione o lontananza oppure monotonia o stanchezza. In ultima analisi quando è necessario tirare in ballo l’essenza del rapporto: il perché principe, iniziale e sovrano. In questi giorni disinnamorarsi dei “nostri” è talmente facile, quasi banale. Si gioca da cani, si rimane in fondo alla classifica, si respira aria di dismissioni (non quelle ambite di proprietà e dirigenza, ma quelle scongiurate dei soliti migliori che potrebbero salvare la carretta). Si respira astio, rabbia, mestizia e inevitabilmente… crolla il desiderio. E quando l’amore è anche di gruppo (ovviamente mi limito al tifo per una squadra di calcio…si evitino interpretazioni sessuali, please!) si generano altri fattori: si spaccano fronti, ci si divide su una o più scelte e si rischiano degenerazioni interne quanto mai negative.

Ho sentito allo Stadio, sui Forum, nei bar (i cari vecchi Bar…) opinioni contrapposte sulla contestazione, su Diamanti, Morandi, il presidente (la minuscola non è un refuso: le maiuscole vanno meritate!) modalità di tifo, visioni pessimistiche/ottimistiche fino a “scioperi individuali” piuttosto che drastiche disillusioni. “Lè mej ander in B” o “Ades basta, lour què smetten ad veder i mi baiuc”. Invece, la coltivazione dell’Amore è un’altra cosa. E’ una coltura difficile, che necessita attenzione, dedizione, pazienza e sopportazione. E richiede magari, nei momenti difficili, di sfogliare qualche foto che aiutano a ricordare. Ora lo fa pure Facebook!

E ciascuno di noi rossoblù ha le proprie foto ma molte sono comuni. Le prime volte, da bambino, a bocca aperta di stupore e naso verso quelle bandiere sventolanti. Poi i primi gol di Beppe Savoldi, i reduci dello scudetto, il Bar Otello, le Coppe Italia e i magoni. Magoni grossi, mica Oscar. Poi le risalite, la Maifredi Band, Marocchi, Pecci e Mancio cinni, poi i primi due “vecchi” (il terzo, purtroppo, no). La rimonta di Radice, il pareggiaccio col Perugia, il “torneo dei bar” di Renzaccio la squadra di Mazzone verso il sogno di Mosca: infranto da un rigore inesistente (toh!), i campioni impossibili: Cabrini poi addirittura Baggio e Signori. Il Mitico Villa che segna da centravanti, Paramatti che piange in conferenza stampa e di nuovo discese e risalite; Bombardini in Curva (anche Dino Sarti c’era stato), Di Vaio che violenta la Rubentus e Kone che sforbicia a Napoli. Poi tutti all’aeroporto. Ma anche tutti sotto la neve per aspettare il pullman di una squadra scarsissima (peggio di questa… ma alla fine salva) per chiedere miracoli e manifestare vicinanza. Il tacco di Gaston, un boato per un gol all’ultimo secondo, il minuto per Bulgarelli e la Notte del Centenario dove tornarono qua tutti, anche quelli che non c’erano. E quelle bandiere sventolate sul prato più bello del Mondo, il prato di casa nostra, nel giorno del compleanno più speciale che si sia mai festeggiato. Ognuno guardi le proprie di foto e non si stanchi di tirarle fuori, quando serve, quando è stanco, quando ha dubbi (tanti) e certezze (poche).

Vado a Casteldebole, in questo sabato mattina, a scattarne una nuova… Ci saranno bambini, cani, casalinghe, umarel, gente da Curva e passionari di mestiere. Gente strampalata che coltiva il proprio Amore consapevole che gli ostacoli, le sventure e gli sfigati (perdonate il termine, ma chi vuole… capirà) sono semplicemente IRRILEVANTI. Magari fastidiosi…come una zanzara, una gomma bucata, pioggia imprevista in moto o l’influenza. Ma passano…mentre NOI restiamo!