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Indiani contro cowboys

Redazione TuttoBolognaWeb

Nel calcio esistono partite più sentite delle altre, esistono rivalità infinite e storie di oggi che si intrecciano con un calcio d'altri tempi. È il caso di Juventus-Bologna, che sabato si troveranno contro in quel di Torino. Gli uomini di Conte sono lanciati verso lo scudetto, che loro ritengono il trentaduesimo, la squadra di Ballardini, al contrario, insegue la salvezza ed è riuscita a mantenere tre punti di vantaggio sul Livorno, grazie a Alberto Paloschi. Una sfida ricca di fascino, che già a partire dagli anni venti e trenta era una partita non qualunque. Il Bologna si apprestava a diventare la squadra dei sei scudetti, e spesso, sulla strada trovava la Juventus, il più delle volte supportata dai romagnoli che, come scriveva Gianni Brera, "andavano in visibilio quando il Bologna veniva mortificato dalla Juventus". Ancora oggi, purtroppo, non tanto i romagnoli, quanto alcuni bolognesi stessi, nelle gare casalinghe contro i bianconeri al Dall'Ara, riempiono la San Luca con triste consuetudine.

Nel 1924-25, i felsinei persero a Torino contro la Juventus 2-1, e rischiarono di compromettere la rincorsa allo scudetto, ma nonostante la sconfitta alla fine arrivò il primo scudetto rossoblu. Da quest'anno in poi, non solo per le polemiche che ne scaturirono per un goal della Juve in fuorigioco, questa fu una partita sentitissima dal pubblico rossoblu. L'anno dopo c'è ancora la Juve sulla strada del Bologna, ma questa volta sono i bianconeri a gioire, nella finale di un campionato italiano che allora era diviso in Lega Nord e Lega Sud. Bologna e Juventus si incontrarono nella finale della Lega Nord, e decisiva fu la sfida sul neutro di Milano, vinta dalla Juventus per 2-1. Il risultato più entusiasmante per il pubblico rossoblu in quegli anni fu un roboante 4-0 nel 1931. Tra la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni quranta, si assiste a un sostanziale equilibrio nei confronti tra le due squadre, con un bilancio di vittorie quasi in parità. Nell'anno dello scudetto, esattamente cinquant'anni fa, il Bologna uscì imbattuto da entrambi i confronti: all'andata si impose 2-1 con le reti di Bulgarelli e Nielsen, al ritorno 0-0 a Torino. Facendo un salto temporale, si potrebbe passare alla fine degli anni novanta, precisamente al 1998, con il racconto di una partita perfetta quella del Bologna. Le reti vennero siglate da Paramatti, Signori e Fontolan, ma ciò che il pubblico fatica a dimenticare di quella gara sono le esultanze dei tre giocatori, in special modo quella di Paramatti e la corsa sfrenata di Signori che si tolse la maglia per esultare. Era un altro Bologna, erano altri tempi, e forse da quella partita, difficilmente il Dall'Ara ha gioito e goduto, allo stesso tempo, così tanto. A Torino le gare più belle degli ultimi anni, sono quelle terminate 1-1 con rete di Portanova, e quella dello 0-2 con doppietta di Di Vaio. L'ultima vittoria rossoblu a Torino è proprio quella, e risale al 2011.

Quest'anno, vedendo le due squadre sarebbe utopico parlare di vittoria. Ai rossoblu andrebbe bene anche un punto, sperando che il Milan faccia il proprio dovere contro il Livorno. Konè e compagni andranno Torino sapendo che servirà un'impresa per non ritornare con zero punti a Bologna, avendo la consapevolezza che dovranno dare il 110% cercando di sopperire all'evidente gap tecnico, magari con una maggiore intensità in campo. Bisognerà stare concentrati dal 1 al 90', sperando che le poche occasioni che verranno concesse, almeno questa volta vengano sfruttate dagli attaccanti. La differenza con le ultime vittorie è proprio nel reparto avanzato, tutti gli attaccanti del Bologna messi insieme non fanno un Di Vaio o un Signori, neanche nei videogiochi più irreali. L'attacco è di una sterilità disarmante, e allora bisognerà sfruttare qualsiasi calcio da fermo disponibile, sperando nel Portanova di turno. Quella volta il Bologna seppe sfruttare l'unica occasione concessa dalla Juve e portò a casa un punto che sapeva di impresa. Adesso bisogna crederci, anche perchè non si parte mai battuti, neanche in queste gare. Per descrivere al meglio la partita che attende i rossoblu si potrebbe usare una frase di un grande allenatore e un grande uomo come Emiliano Mondonico, che proprio parlando della sfida con la Juve, quando allenava il Toro disse: "Noi siamo gli indiani contro i cowboys, chissà che una volta gli indiani non vincano la loro battaglia". E allora forza indiani!