Non arriverà (forse) un grande nome, ma dopo un momento di riflessione e attesa il mercato del Bologna sta iniziando a muoversi, eccome. Ai nomi di Sansone, Da Costa e M’Baye si aggiungeranno prestissimo (forse già oggi) quelli di Mancosu, Krsticic e Gastaldello, arrivi che porrebbero di fatto fine al mercato in entrata del Bologna, sempre che si vogliano prendere per buone le dichiarazioni di intenti di Corvino. Al netto delle partenze passate e future (non è un mistero: in diversi a Casteldebole hanno le valigie pronte), quella con cui Lopez si troverà da qui a maggio sarà una rosa qualitativamente più valida e soprattutto profonda. In altre parole, le alternative non mancheranno e quando il tecnico si girerà verso la panchina a partita in corso, troverà soluzioni ben più all’altezza di quelle di cui ha disposto fino a qui.
Il troppo non stroppia
Parliamoci chiaro, la volontà di portare un nome altisonante (per la cadetteria e non solo) c’era tutta, ma i veri obiettivi di Corvino in questo mercato di riparazione era essenzialmente quello sfoltire la rosa, potando i rami secchi e procurandosi così lo spazio vitale utile ad inserire quella mezza dozzina di giocatori in grado di rendere il Bologna numericamente e qualitativamente completo in ogni reparto per tutto il campionato. Eh sì, perché allo striscione d’arrivo mancano ancora 19 partite e per non arrivare allo sprint finale con il fiato corto, per non avvertire troppo il peso della fatica, degli infortuni e delle squalifiche, sarà davvero importante avere a disposizione una ventina di giocatori tutti – ma propri tutti – utili alla causa in qualsiasi situazione.
I nuovi acquisti costringeranno Lopez a cambiare modulo? Gli esclusi di turno creeranno dissapori nello spogliatoio? No, affatto: sono convinto che il tecnico uruguaiano prosegua il campionato continuando a puntare su quel 4-3-1-2 che tante soddisfazioni ha dato fin qui, disponendo semplicemente di un più ampio ventaglio di soluzioni in caso di necessità; così come non ho alcun dubbio sul fatto che in seno al gruppo, la vera forza del Bologna in queste prime ventitré giornate di campionato, non ci saranno mugugni e lamenti da parte degli esclusi di turno. L’obiettivo della promozione diretta è troppo importante e sentito dalla squadra per poter essere messo in discussione da futili questioni personali. Ci sarà spazio per tutti e speriamo che ognuno, a modo suo, possa essere protagonista nel raggiungimento di quel traguardo chiamato Serie A. Che i dieci minuti di un ritrovato Perez a Chiavari servano da lezioni a tutti in questo senso.
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