Sgombriamo il campo dalle illusioni. Il ritorno di Alberto Gilardino a Bologna è un miraggio che difficilmente si concretizzerà in tempi brevi, e a gennaio in modo particolare. Non solo perché il centravanti del Guagnzhou Evergrande è seguito con grande attenzione da due club di Serie A come Torino e Inter, sopratutto quest'ultima che conta appena tre attaccanti in rosa, ma anche per una questione meramente economica. I conti del Bologna sono infatti ancora in profondo rosso con la società che dovrà versare non solo sei milioni di euro entro il 15 dicembre, ma anche saldare 4,5 milioni di premi (ebbene si) della passata stagione e pagare gli stipendi di settembre e ottobre, mentre a metà gennaio arriveranno altri conti da pagare relativi a tasse e altre mensilità. Un totale di circa12 milioni di euro in cui non vengono conteggiati i debiti accumulati dalla passata gestione – circa 28 milioni di euro – con fornitori, agenti e creditori vari che dovranno essere pagati secondo una tabella che il nuovo amministratore delegato Claudio Fenucci stilerà nelle prossime settimane. Pensare che il Bologna possa riportare sotto le due torri un attaccante come Gilardino, che in Cina prende cinque milioni di euro netti a stagione è quantomeno – usando un eufemismo – ottimistico perché la realtà dei conti dice tutt'altro. Gilardino non ha certo fatto mistero che gli piacerebbe tornare in Italia per cercare di raggiungere quota 200 reti in A (ora è a quota 174), ma per farlo deve giocare nella massima serie e difficilmente accetterebbe di tornare in B senza avere la sicurezza di restarci appena sei mesi. Meglio rimandare certi sogni all'estate, magari quando il Bologna sarà tornato dove gli compete, e concentrarsi su obiettivi, anche ambiziosi, ma realizzabili nell'immediato perché la squadra di Diego Lopez ha bisogno di rinforzi – almeno uno per reparto senza contare eventuali cessioni – per andare all'assalto della promozione. Giocatori pronti fin da subito, che conoscano le difficoltà della serie cadetta e abbiano quella personalità e carattere che, nonostante la presenza dei vari Maietta, Matuzalem e Cacia, è mancata nelle ultime settimane, basti pensare al Livorno o al Brescia. P.S. Se Gilardino a gennaio vestirà nuovamente la maglia del Bologna prometto fin da ora (e scripta manent come dicevano i latini) di salire a San Luca a piedi in segno di penitenza per la mia poca fede.
Il sogno Gilardino si scontra con la dura realtà dei conti. Rinforzi si, ma realizzabili
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