Dopo quattro settimane di ritiro e con ancora venti giorni prima dell'inizio del campionato si può cominciare a trarre un bilancio di quello che è stato il lavoro fin qui svolto da Pioli e dai suoi giocatori, in funzione di quella che sarà la prima giornata della nuova stagione. La situazione è stata chiara fin da subito: Pioli voleva andare in ritiro con la squadra completa, con la necessità di aggiungere poi solo gli innesti necessari strada facendo e con la speranza di cedere qualcuno per sfoltire la rosa e lavorare meglio. E così, in parte, è stato: dal primo giorno di ritrovo a Casteldebole, non si è aggregato nessuno di “nuovo”. Il lato positivo sta nel pensare che il gruppo si sia formato fin dal principio e con l'idea del “questi siamo il primo giorno e questi rimaniamo fino al 30 maggio 2014”. Dall'altro però la staticità in questa fase fa un po' preoccupare anche perchè qualche buco c'è e va riempito. E di fatto la rosa non è stata sfoltita poi così tanto. Ma andiamo con ordine e cominciamo a guardare cosa va e cosa non va in fase difensiva. Una delle certezze dell'allenatore è sicuramente il portiere. Alla fine della scorsa stagione si avevano diversi dubbi: Curci sarebbe tornato a Roma, Agliardi non era più considerato idoneo per fare il “primo” e dare carta bianca e fiducia incondizionata fin dalla prima giornata ad un giovane (promettente, sottolineiamolo, ma pur sempre ventenne) come Stojanovic sarebbe stata una mossa abbastanza azzardata. Alla fine, per fortuna, la volontà di Curci e l'interesse del Bologna hanno fatto sì che la Roma cedesse il portiere che tanto, in casa giallorossa, non avrebbe avuto nessuna speranza di giocare. Contento lui, contenti loro, contenti noi, contenti tutti: l'affare è stato inevitabile. Avanzando di qualche metro, sotto la voce “difensori” oggi si leggono: Abero, Antonsson, Cherubin, Crespo, Garics, Morleo, Natali, Radakovic, Soerensen e due giovani della primavera. Si parta dal presupposto che l'idea di Pioli è giocare con la difesa a 4. I quattro centrali a disposizione (Natali, Soerensen, Cherubin, Antonsson) sembrano bastare, con la speranza che Cherubin possa recuperare al meglio dal grave infrotunio e Natali possa essere pronto dopo una stagione persa quasi completamente. Sulle fascie ci sono Morleo e Garics, con i cambi naturali Crespo e Abero. E questo sì, un po' dovrebbe fare preoccupare davvero. Abero non si è bene ancora capito se sia un'ala o un terzino, se in quel ruolo può giocare oppure no. E Crespo non sembra particolarmente pronto per la serie A. Risultato: se uno tra i due titolari ha anche solo un raffreddore il Bologna è vuoto in queilla casella dello scacchiere. Ecco che quindi che c'è la necessità di prendere due terzini, e non si scopre l'acqua calda. Magari che siano un po' più affidabili del Marco Motta che si è visto lo scorso anno. Pioli avrà anche la possibilità di giocarsi la carta della difesa a 3 e del centrocampo con due esterni che attaccano e difendono. A quel punto però, considerando Morleo uno abbastanza capace in entrambe le fasi e con tanta corsa, si dovrebbe cercare un esterno destro con più propensione offensiva rispetto a Garics. Insomma, la situazione “dietro” non sembra essere tragica, ma c'è bisogno di qualche arrivo e anche a breve. Lo si diceva ad inizio mercato: “c'è tempo per il terzino, c'è tempo..”. E lo si è continuato a dire per settimane. Ora i tempi si stanno stringendo e bisogna di cercare di risolvere la cosa nel minor tempo possibile.
Il punto della situazione: la difesa
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