Tutto Bologna Web Editoriale Il nostro campionato inizia domenica prossima

Il nostro campionato inizia domenica prossima

Redazione TuttoBolognaWeb

Abbiamo sentito questa frase parecchie volte nel corso di questa tremenda stagione, molto spesso hanno abusato di queste parole. Il tempo delle chiacchiere, signori miei, è finito. Stop. Basta. Ora le uniche parole che vogliamo sentire sono quelle del campo, fare più punti possibili, partendo dalla sfida di oggi contro il Catania. Tanti argentini qualche ottima individualità, come Lodi a centrocampo e Bergessio in avanti, la fantasia di Barrientos e l'estro di Sebastian Leto che proprio al Bologna sembrava destinato. Una squadra orfana di Marchese ma soprattutto del Papu Gomez. Squadra da lotta-europa alla lotta-salvezza. Ah si, c'è anche il Catania che doveva essere la squadra materasso, dovevano venire qui a Bologna già retrocessi, già senza speranza e avrebbero dovuto sventolare bandiera bianca per fare passare la truppa di Ballardini senza sudare. Invece lo scenario è leggermente differente, non solo a causa della vittoria della squadra siciliana contro la Roma (e non parliamo ancora di questa partita perché è normalissimo che la seconda forza del campionato prenda quattro gol contro una squadra che non aveva mai segnato quattro gol) ma anche grazie a un campionato nel quale tutte vogliono retrocedere. E così bastano un paio di vittorie fuori casa del Sassuolo per mettersi in una situazione “tranquilla” vista anche la gara interna contro un Genoa motivatissimo. Lo stesso Genoa che noi non siamo riusciti a battere, ennesima squadra che affronta il Bologna in infradito e con il drink in mano senza riuscire a fare bottino pieno. Bene, allora? Allora siamo vivi, incredibile ma vero, siamo vivi. Abbiamo ancora qualche chance, anche se non dipende più solo da noi. Un occhio alla campo e un orecchio alla radiolina, collegati da Cagliari.

Ma prima bisogna vincere sul campo e allora di campo parliamo un po'. Provato il 442, modulo classico, due esterni di corsa e bravi tecnicamente, due centrocampisti, uno muscolare e uno in grado di palleggiare, due centrali difensivi rocciosi e due terzini abituati a fare su e giù sulla fascia ma con qualche problema al momento di crossare. E davanti? Un centravanti vecchio stampo e una punta rapida che si dovrà muovere su tutto il fronte d'attacco. Il solito Curci tra i pali, Garics e Morelo sulle fasce, basse però, con meno possibilità di cross e con qualche compito più difensivo che offensivo. Coppia forte fisicamente con Antonsson e Natali (non la cabala Sorensen?). Khrin in mediana insieme al dinamismo e i muscoli di Friberg con Konè a destra e Lazaros a sinistra. Qui, il Bologna deve vincere la sua partita. Nelle giocate dei suoi due giocatori con più talento sperando che arrivino sia soluzioni personali che scambi con le due punte. Bianchi Rolando e Cristaldo, el Churry. Personalmente, aspettavo da almeno un mese questo tipo di schieramento perché è anche così che una squadra si salva, senza dover strafare, se ognuno fa il suo compito la pagnotta la portiamo a casa. Fidatevi. Ma niente di fatto, si andrà verso il solito 3-5-1-1 con l'unica novità di Mantovani al posto di Cherubin. Nessuna vera news. Nessuna rivoluzione. Il problema però, diciamocelo, non sta nel modulo e neanche nei giocatori. Sta nell'atteggiamento, nella voglia, nella grinta che questi ragazzi mettono sul campo. Ci vuole uno scatto d'orgoglio nell'ultima chance per salvarsi. Ci vuole l'orgoglio di un Bergamasco trattato a male parole da tutti (“Ballardini togli la porta che è la stessa cosa” cit.), l'orgoglio di due Greci che stanno tirando il carro, di un altro Bergamasco in difesa, di un Argentino davanti e di un Ravennate in panchina. Non di una tifoseria, no quella l'orgoglio l'ha già tirato fuori da diverso tempo. Loro hanno vinto, a prescindere, non c'è niente da dire. Mille ragazzi, mille uomini, mille persone. I Mille. E allora, affidiamoci un po' anche alla cabala. Quando il Tifo si ritrova, il Bologna vince sul campo. In un momento del genere ci si affida veramente a tutto, anche alla scaramanzia e alla superstizione. Ma anche a qualche numero dei nostri diretti avversari etnei: 2 punti sui 54 disponibili in trasferta, 15 sconfitte e 2 pareggi su 17 trasferte. Incredibile. Chissà se basterà per spingere questo Bologna oltre l'ostacolo e chissà se basterà per spingere la squadra alla salvezza. Il Dall'Ara va verso il tutto esaurito, i bolognesi rispondono ancora una volta (non ce n'era bisogno) super presente. Ora tocca a quelli che la maglia la indossano, la sudano e, speriamo, la onorino. Fino AllA fine ForzA BolognA.