Negli anni recenti la forza del Bologna, anche nel bel mezzo dei periodi più neri, è sempre stato il gruppo. Se si escludono fattori come la classifica angosciante e il non-gioco in ogni reparto, che in effetti sono spettacoli tristemente noti da tempo, la vera novità della crisi di quest'anno è proprio che la compattezza dell'ambiente rossoblù si è sfaldata inesorabilmente, a partire dall'allenatore. In pochi mesi Pioli è passato dall'essere considerato il vero valore aggiunto del Bologna a un oneroso peso morto, spinto in ogni modo a dimettersi per risparmiare sul pesante ingaggio e affidare la panchina a qualche altro personaggio. Il paradosso è che la bomba societaria non è esplosa all'indomani di Bologna-Verona, che vide i rossoblù soccombere malamente contro una neopromossa, ma dopo la sconfitta di Bergamo che sappiamo come maturò. Come se non bastasse, un'altra dinamite pronta a minare le già fragili fondamenta di Casteldebole si è palesata al termine del match di Firenze, la classica partita in cui, diciamolo, perdere era più che un'ipotesi pessimista della vigilia. Il problema è che ci sono modi e modi di uscire sconfitti: il Bologna ha giochicchiato per cinque, forse sei, minuti di orologio e poi è caduto sotto i colpi della pur roboante squadra di casa. E riecco quindi il melodramma, questa volta con tinte che più che al thriller si avvicinano alla farsa, dato quanto si è letto e detto della vicenda: Pioli è un uomo solo nello spogliatoio, Pioli è vicino all'esonero, la squadra va in ritiro a Roma (che scelta pratica!), anzi no, con i senatori rossoblù che cercano un chiarimento con il mister. Insomma, ad oggi non si sa cosa stia succedendo e, soprattutto, cosa succederà domani contro il Genoa. Delle colpe societarie si è parlato ampiamente, oserei dire fin troppo, perché l'impressione che ho è che la rosa, scarsa quanto volete ma non da penultimo posto in classifica, si sia un po' adagiata sugli allori pensando che male che vada, se si dovesse retrocedere, la colpa ricadrebbe tutta su Guaraldi e Zanzi. Basti dare uno sguardo in campo: l'arcobaleno della mediocrità dei calciatori va dalle tinte inguardabili di chi è per natura scarso a chi invece cammina, gestisce palla con sufficienza, quasi a mo' di sfregio (verso Pioli?), senza dimenticare i cosiddetti migliori che in un marasma simile si stanno livellando verso il basso. Per completare la sommaria ma eloquente analisi, è bene ricordare che, se si eccettua il derby di Parma dell'anno scorso, la squadra di Pioli aveva perso smalto e fame già a fine marzo, dopo i fasti delle tre vittorie di fila, per intenderci. E in rosa figuravano ancora i nomi di Gilardino, Gabbiadini e Taider. Che forse il nostro mister avesse già perso gli stimoli quando, dopo aver firmato il rinnovo sulla scorta delle promesse di Albano, aveva poi capito che l'andazzo dell'imminente calciomercato estivo sarebbe stato tutt'altro? Probabile. Ecco che allora mi chiedo, come tutti avete già fatto: se la squadra vuole scaricare Pioli, non è meglio allora che domani invece di vedere una partita che si preannuncia un'altra figuraccia, andiamo tutti a fare un po' di shopping natalizio? O ancora, se le cose dovessero andare bene, questi cocci finiranno sotto al tappeto pronti a riemergere alla prima sconfitta? In tutto ciò, ci si dimentica che la classifica piange, che ormai siamo a fine dicembre e che una delle ultime chiamate per uscire dalla me... lma è quella di domani, dopodiché saremo destinati come minimo a soffrire fino alla fine. Io il mio pegno d'amore per il Bologna l'ho già fatto con una settimana di sciopero della musica (che non è poco!) che sono disposta anche a prorogare fino a maggio. Con una lecita pausa durante la imminenti vacanze perché non ho intenzione di rinunciare al trenino di Capodanno. E gli altri? Se come calciatori sono quello che sono, domani mi auguro almeno di vedere un branco di uomini scendere in campo. E come metterla con Pioli, fresco di ammutinamento? Il problema doveva essere affrontato almeno due mesi fa e s'è optato per il ‘’volemose bene’’. Adesso, mentre noi continuiamo con il chiacchiericcio, le altre macinano punti e, conoscendo la ‘’forza’’ dei rossoblù e il calendario da qui a fine gennaio, di occasioni per vincere ce ne saranno poche. A me interessa solo il bene a breve termine del Bologna, dato che pensare a un ipotetico futuro è impossibile. Anzi, lunga vita al mistero del mister, se porterà a un'importante vittoria.
Il mistero del mister
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