Non sono un "tennico". Ci tengo a dirlo e a scriverlo proprio così - tennico o tetnico -, in un perfetto linguaggio da bar, perché in questo momento mi sento come quell'anziano timido e impacciato, che solitamente sta ai margini delle discussioni, appoggiato sul frigo dei gelati a leggere i necrologi del Carlino, che ascolta, che osserva, che fa l'angolare al "briscola e tressette" e che ogni tanto, ma proprio raramente, s'intromette. Che spesso viene ammutolito da uno "Sta' zett imbezel", che a volte piglia anche uno scappellotto nella nuca, e che altre, ancor più raramente, lascia a bocca aperta anche i grandi conoscitori di calcio, di carte e di vita assidui del locale, che però fanno finta di niente senza dare soddisfazioni. Pur amandolo abbastanza da essere teso la domenica davanti a Sky infatti, non sono un tifoso provetto del mio Bologna e vado allo stadio ahimè di rado - per motivi che farebbero deragliare questo articolo molto oltre i binari della noia già imboccati -; ciononostante voglio dire la mia in questo mare di lettori che ne sanno di sicuro più di me. Un mare che voglio affrontare controcorrente, perché, lo dico subito a chiare lettere, a me Guaraldi piace. Ne sento dire di tutti i colori su di lui, sul Guaraldone. A me mette sicurezza: mi sembra un Babbo Natale un po' più giovane e coi capelli corti, che porta con se' un sacco di regali, ahilui, ahinoi, mezzo vuoto. Mi sembra che i risultati parlino per lui. Sono o non sono i migliori delle ultime stagioni? Perdipiù, trovandosi a dover risanare i conti di precedenti gestioni a dir poco scriteriate. E il tutto sacrificando il solo Ramirez, peraltro venduto bene, nonostante i suoi capricci. Ah si, anche Britos. Alzi la mano chi ne sente la mancanza. Dice: ci voleva poco. Eh no. Mica sempre scontato. Io sono fortitudino, posso dire la mia in materia; da Martinelli siamo passati a Sacrati, falliti, radiati, per stendere un velo pietoso sulla gestione successiva. Ora si riparte, ma che fatica! Dice che c'era qualcuno più ricco pronto a subentrare. Siamo proprio sicuri? Fosse vero, perché non vendere?, dico io. In ogni caso credo che il mercato non sia stato malvagio. Bianchi e' il sostituto migliore di un attaccante (preso peraltro praticamente gratis l'ultimo minuto del precedente calciomercato) che, per come si erano messe le cose, se hai un po' di dignità, non potevi trattenere. La gestione dell'affare Perez e' stata perfetta. Ora, più che comprare, bisogna cedere gli esuberi. I milioni di tristi che qualcuno ha portato qui. E non vendere i buoni. Magari proverei gli ultimi giorni di mercato a prendere un altro esterno, che dia magari il cambio ai greci. Un Vargas, tanto per dire, se non viene qua per andare in Capanna. E basta coi prestiti. Basta valorizzare i giovani degli altri, soprattutto quando li hai in casa. L'operazione Belfodil-Gabbiadini deve insegnare qualcosa, quantomeno per tornare a investire su qualche osservatore - com'era in passato - che ci porti qui qualche bella promessa low cost. Un qualcosa alla Pozzo, anche alla lontana, perché la sua organizzazione, invidiatissima, e' un'azienda inimitabile. Oh, tenete conto che non ci capisco niente, l'ho già detto, non sono un tennico. E poi che dire?Che ha ragione Pioli quando dice che a questo mondo ormai chiunque reclama spazio per i giovani, poi lui lo fa ed ecco a sparargli addosso che manca l'uomo d'esperienza. Ovvio che se gli vendono Taider cambia tutto, ma come fai a gestire le ambizioni, non solo economiche, di un ventenne? Però poi rischi che la piazza ti scoppi in mano. Dice che la città e' incazzata sul serio. E perché? A che titolo? Una città che sonnecchia, pretende forse che arrivi qui a investire Tohir? Sonnecchia e contesta. E si lamenta. Sempre, a prescindere. Noi siamo quelli che hanno dato del ladro a Gazzoni, dopo che ci aveva messo dentro (quasi) tutto, che gli hanno voltato le spalle dopo che era stato gabbato dai potenti, non dimentichiamolo mai. Dice: deve dire la verità, non prendere in giro, dire chiaro e tondo che i soldi non ci sono. Sembra palese che non ci siano, no? Guardate signori che qui non c'è una lira, c'è crisi, mica al Bologna, ovunque, fate gli abbonamenti e silenzio. Sarebbe più onesto così? Mah. Dice anche che ha troppi progetti immobiliari. Ma magari, dico io. E sarebbe anche ora di cominciare ad autorizzarli dalle nostre giunte di signornò, come fanno ovunque, in Inghilterra o a Torino o a Roma e si', anche a Udine, proprio li'. Vogliamo un magnate arabo? O anche solo un bolognese perbene che non ci prenda in giro? Smettiamo di rompere le scatole. Se uno ci mette i soldi perché alla fine il suo scopo e' quello di costruire, non dico lo stadio, anche solo il centro tecnico, cominciamo a capire che, purtroppo, e non saremo in ogni caso noi a cambiare la tendenza, il futuro del calcio e' li'. Oggi il rischio non è mica retrocedere, e' che succeda di peggio. Forse il recente passato non ci ha insegnato nulla, ciò che continua a succedere in altre piazze, o nel basket senza cambiare città: i Porcedda sono sempre dietro l'angolo e non ci hanno ancora aperto gli occhi del tutto. Continuiamo a tenere l'asticella alta, questo si', ma sul rispetto della città, sull'onorare i nostri gloriosi colori. Questo mi pare non sia mai mancato da questa proprietà. Non pretendere di più, non significa accontentarsi o piegare la testa, ma solo prendere atto che oggi, periodo orribile, il convento passa questo. Ecco ho detto tutto, me ne torno a leggere la cronaca del Carlino sul frigo dei gelati. Avro' preso dell'imbezel da parecchi e magari qualche scappellotto mi arriverà. Ma in fondo, a pensarci bene, chi se ne frega. Quello scappellotto li', al bar, e' sempre benevolo. E comunque: Forza Bologna, a prescindere.
Il mercato del Bologna visto da me che non sono un "tennico"
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