Lunedì cinque maggio, il Liverpool capolista di Premier League deve rispondere subito al passo falso casalingo con il Chelsea, contrassegnato da un errore marchiano del simbolo più alto, più bello, del calcio inglese. La scivolata di capitan Steve Gerrard che ha dato il via libera alla vittoria dei Blues di Mourinho. Va a giocare in casa del Crystal Palace che "ha passato a nuttata". Deve solo vincere. E al decimo della ripresa è in vantaggio di ben tre gol. Tre a zero, risultato che elimina dalla corsa per il titolo il Chelsea, a quota 79, ma non il Man City che ha un match da recuperare sui Reds. A 35 minuti dalla fine accade l'incredibile: il Liverpool crolla, probabilmente è un black out mentale, dopo la lunga rincorsa e l'illusione. Il Crystal Palace onora la partita, ne segna tre, due dei quali con Gale, uno che solo poco tempo fa lavorava come operaio nei cantieri. Altro che professionismo! Tre a tre. E' la storia che si ripete, ma alla rovescia. Tutti ricordano come il Liverpool seppe rimontare tre gol al Milan in una finale di Coppacampioni, vincendo il trofeo ai rigori. Una notte incredibile, a Istanbul. Tre gol in otto minuti! Cosa succede alla fine? mentre i giocatori escono in preda alle lacrime, il tecnico del Liverpool - il nordirlandese Brendan Rodgers - si presenta in sala stampa dicendosi "very disappointed". Ma prevale la dignità, l'orgoglio, quello che in Italia chiamano "stile" ma altro non è che decoro personale. Rispettare gli altri per rispettare sè stessi. "Complimenti al Crystal Palace - dice il tecnico del Liverpool - che ha fatto una grande stagione e non ha mai mollato". Che differenza, eh? con le "dinamiche" tutte italiane. Con i nostri isterismi, le nostre accuse, con la ricerca di capri espiatori di un pallone malato, come ha dimostrato una finale. E una finale, anche per rispetto di chi non ci è mai arrivato, dovrebbe essere una festa. Come ha dimostrato una semifinale europea, qualcosa che è per pochi, nell'intero Continente. Ecco, ho voluto raccontare lo sport che preferisco, il calcio che mi piace. Un calcio che non abita più qui.
Il calcio che ci piace non abita più qui, sta in Inghilterra
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