Tutto Bologna Web Editoriale Il Bologna è nudo

Il Bologna è nudo

Redazione TuttoBolognaWeb

Il silenzio, a volte, è oro. Il silenzio del Bologna, sa di mesto raccoglimento. Il silenzio della gente rossoblù - invece - è quello di chi non ha più parole da spendere. Scandire il nome del campo "Ben-te-godi" alla fine di uno dei peggiori spettacoli degli ultimi anni (e ce ne sono stati di brutti...) è un esercizio crudele per chi ha il cuore rossoblù. Il Bologna ne esce nudo. Spoglio di qualsiasi certezza. Non ne abbiamo più. Non sappiamo su cosa appoggiare le nostre speranze. Le rotazioni di Ballardini sembrano quelle di chi prova a inventarsi qualcosa per salvare il salvabile. Crudele, ma così. E pensare che Pioli fu inchiodato alla croce perchè cambiava sempre. Poveri tecnici! Matematici che cercano di trovare la soluzione a un'equazione sempre più complicata. Si tira avanti. Tra luoghi comuni figli di osservazioni dai cortissimi orizzonti (gli altri fanno peggio). Tragica realtà più fredda: il Bologna sta perdendo punti con le dirette avversarie, con quelle più abbordabili del lotto. Ed è atteso presto a una striscia di gare con formazioni sulla cresta dell'onda (Atalanta e Parma) e altre decisamente di un altro pianeta (Fiorentina e Juventus). Dunque i calcoli oggi sono - oltre che anacronistici - assai più impietosi di quanto si supponga. Lo diciamo, sia chiaro, senza alcuna voglia di cedere alla rabbia. Quella monta, purtroppo, davanti alle immagini di chi non ha uno straccio di gioco, di calciatori che hanno avuto buon nome, fama, qualità, e oggi sembrano al capolinea, incapaci di guizzi di orgoglio per ritrovare lo smalto perduto. Niente nomi, per carità. Stimiamo Ballardini e conosciamo abbastanza Regno. Però stima e amicizia comportano anche l'essere sinceri, anche fino alla brutalità. La rotazione esasperata, e i cambi di ruolo, non convincono. Passi per i giornali che esaltano un buon giocatore - in grado di saltare l'uomo - ma che difetta nel portare troppo palla come il salvatore della patria. Prima di lui è stato il caso di Ibson, frettolosamente paragonato a Diamanti. Quello che ci sentiamo di chiedere a Ballardini è, nel limite del possibile, di non minare le pochissime certezze di questo gruppo. Un gruppo che ha pochi costruttori di gioco, pochi elementi in grado di dare alla manovra qualcosa che sia manovra. Il primo - su tutti - è Panagiotis Kone. Un solo aggettivo: intoccabile. Non può essere "un caso tattico". Giochi dietro a un solo attaccante, sia libero di svariare, è il solo a poterlo fare. Lazaros - modesto parere - è una mezzala utile che meglio si vincola al ruolo di mezzala. Non si è d'accordo? Allora modulo ad "albero di Natale", con i due greci dietro una sola punta. E Friberg alternativa al ruolo dei due. Chievo ha detto che Acquafresca-Bianchi non è un tandem. Giocavano lontani l'uno dall'altro, anzichè stare vicini, come il (terribile) gioco del lancio lungo, avrebbe al contrario richiesto. E a Cristaldo si chieda di non fare sceneggiate, che già bastano le giocate a inumidirci gli occhi (e non di commozione). Concludo. Oggi il Bologna ha prima di tutto il dovere di recuperare la sua dimensione collettiva, smarrita atrocemente a Verona. E Ballardini ha il dovere di riportare il clan su una linea di galleggiamento perchè, dopo Livorno e Chievo, il presente è un'incognita e il futuro - a breve ma anche a medio termine - un enorme buco nero.