A volte bastano poche parole per cambiare tutto e ieri ne abbiamo avuto la riprova leggendo quelle usate dal presidente Guaraldi per descrivere i rapporti recenti tra Bologna e Genoa. Un trafiletto messo a lato della pagina quasi per sbaglio ha infatti riacceso la polemica mai veramente sopita per la cessione di Portanova ai liguri di cui i tifosi rossoblù aspettano ancora di conoscere i termini economici. È davvero possibile che il Bologna abbia regalato il suo capitano ad una diretta concorrente per la salvezza? Stando alle parole di Guaraldi, è proprio quello che è accaduto lo scorso mese di gennaio quando il Genoa voleva a tutti i costi Portanova ma non poteva comprarlo per problemi non meglio chiariti con la Covisoc (ente di controllo finanziario delle squadre professionistiche). È vero che il club di Preziosi chiude il bilancio il 31 gennaio, ma quali problemi così gravi poteva mai avere dopo aver appena rivoluzionato la squadra con ben sette nuovi arrivi? A proposito di bilancio ricordiamo che tanto in quello ligure quanto in quello felsineo (che sarà chiuso il 30 giugno) dovrà per forza essere indicato qualche dettaglio specifico relativo alla cessione di Portanova. Risulta infatti difficile credere che nei documenti ufficiali consegnati alla Lega Calcio tale operazione possa essere giustificata come strenna natalizia in ritardo. Un calciatore è sempre un bene dotato di un preciso valore economico e quindi non può passare da una squadra all'altra senza un esborso economico sotto forma di denaro o contropartite tecniche. Anche perché non dimentichiamoci delle ripetute dichiarazioni sempre di Guaraldi secondo cui grazie a Portanova il Bologna avrebbe ottenuto un forte sconto per il riscatto di Gilardino. Già questo basta a dare un valore indefinito ma comunque concreto al presunto "regalo". Peccato poi che questo sconto per il momento sia rimasto puramente teorico visto che le due squadre nelle ultime settimane si sono fatte la guerra proprio a causa del futuro dell'attaccante azzurro. Come se tutto questo non bastasse, il presidente del Bologna ha anche denunciato di essere sempre stato utilizzato dal Genoa come un bancomat a cui spillare denaro. È questo l'atteggiamento che è lecito attendersi da un collega con cui si vantano rapporti amichevoli e gentleman's agreement? Anche se in verità le operazioni di mercato si concludono sempre in due e quindi se al Bologna fossero sembrati troppo cari i prezzi del Genoa, avrebbe potuto rivolgersi a qualcun'altro. Invece solo giovedì ha pensato bene di regalare 750mila euro per una comproprietà riscattabile con 501 euro: difficile trovare un bancomat così generoso.
Il bancomat Bologna e il regalo Portanova
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