E' andata così. Poteva accadere, anzi era prevedibile, viste le ultime penose partite. Due considerazioni. Una al passato e una al futuro. La prima: ricordo perfettamente, nitidamente, cosa feci il giorno della prima drammatica retrocessione. Il Bologna nei suoi primi 70 e passa anni non aveva mai conosciuto quell'onta. Precipitammo in un giorno d'aprile, fu l'agguato dell'Udinese del Barone Causio a determinare la falla fatale. Inutili le prodezze contro l'Inter del Bimbo Mancini. Inutile il match finale con l'Ascoli di Rozzi che, in caso di necessità, ci avrebbe dato i punti utili, sebbene qualche anno prima proprio noi condannammo i marchigiani alla retrocessione. Me ne andai ai Giardini Margherita in piena solitudine. Unica compagna la radiolina. La papera radiocomandata di Tarzan Castellini a Napoli, in favore del Genoa, su tiro di Faccenda (nomen homen), fece precipitare tutto. La sera raggiunsi piazza della Pace per poter condividere la mestizia con i pulmann di ritorno dall'inferno. Giusto il tempo di vedere un teppiusta distruggere a mazzate una cabina telefonica, manco fosse stata juventina... E' la Retrocessione, per me. Fotografia indelebile. Per antonomasia.
Idea Zeman? Ottima, ma non sembri un progetto di Guaraldi
E adesso la considerazione attuale. Non vorrei che la vociferata trattativa per far venire Zeman alla guida del Bologna, portata avanti - pare - da Guaraldi e dal suo Consigliori, ponesse la parola fine su una buona idea. Spiego perchè il boemo può essere a mio avviso quel che serve. Primo. I suoi allenamenti sono fatti per calciatori-atleti. Tutti lo temono, nessuno lo vuole, tra i Senatori, quelli che si sono accomodati sullo scranno e non intendono alzarsi. Questo vuol dire due cose. Il primo: qualche cariatide che si è piantata a Bologna e non intende andarsene, potrebbe vedere utile cambiare aria. Dovesse invece rimanere, avrebbe la necessità - per restare della categoria "calciatori" - di adeguarsi alle regole del tecnico. Abbiamo visto Totti in pochi mesi cambiare da ex giocatore, o quasi, a campione di assoluta grandezza recuperato al nostro calcio. Questo grazie a Zdenek. Il secondo effetto positivo. E' vero che il pallone secondo il boemo è fatto di tanti gol subiti, essendo la sua filosofia fondata sull'attacco continuo e incessante. Quindi l'effetto collaterale è rischioso. Però è pure vero e indiscutibile che Zeman ha valorizzato parchi giocatori etichettati ormai come da sfasciacarrozze. Ha lanciato fior di giovani, facendo di loro da signori Nessuno, dei veri campioni. Ricordate la rivoluzione foggiana? Via i Rambaudi e i Signori, dentro i Di Biagio e i Grassadonia? Di quel Foggia-2 fatto di sconosciuti, molti sono divenuti campioni che per anni hanno poi giocato ad alto livello, e persino vestito la Nazionale! Dunque - e qui mi fermo - io vedo Zeman come la speranza per i giovani che bramano di giocare di poter essere presi in considerazione. Di poter essere messi alla prova. Vedo Zeman come valore aggiunto per recuperare un patrimonio giocatori che al Borsino del Pallone è stato drammaticamente e drasticamente svalutato. Ed è chiaro però che a uno Zeman dovrà essere messo a disposizione anche qualche pezzo importante. Per rivedere un Bologna "alla Maifredi": qualche esperto con forte personalità, allenatore in campo, qualche giovane di sicuro talento, e molti gregari che abbiano gambe e cuore da gettare in campo. Così si crea una squadra per vincere la B.
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