Con il pareggio a reti inviolate di domenica si chiude l'anno calcistico 2012-2013 del nostro amato Bologna. La squadra ha interpretato la gara contro il Genoa in modo encomiabile e la partita si è trasformata in un assedio da parte dei ragazzi di Pioli, che hanno provato a vincerla in ogni modo. Probabilmente la fretta di voler passare in vantaggio ha generato troppa confusione ed il gol non è arrivato.
Il Bologna saluta i suoi tifosi con una buona prestazione ed i tifosi salutano la squadra con tanti applausi, ma riservano un trattamento speciale a mister Pioli, che saluta la curva da vicino, stringendo mani e sventolando una bandiera. Segno che il feeling tra tifoseria ed allenatore, che esisteva che già quando le cose andavano male, ora che l'obiettivo primario è stato raggiunto, si è trasformato in una storia d'amore ed anche il composto Pioli si trasforma in un ultrà e viene salutato dalla folla come il vero artefice della salvezza, come colui che è riuscito nell'impresa di costruire una squadra competitiva, raccogliendo i cocci di un mercato estivo figlio dell'improvvisazione.
E' innegabile che nell'affollatissima rosa allestita da Guaraldi e Zanzi vi fosse nascosta una squadra in grado di salvarsi, ma è altrettanto evidente come il grande merito di Pioli sia stato proprio quello di assemblarla, passo dopo passo, cambiando moduli e uomini e portandola ad esprimere tutte le sue potenzialità.
Recentemente il nostro amato Stefano ha sottolineato come i meriti non siano tutti suoi, ma da condividere con la società. Durante la partita con il Genoa dalla curva Bulgarelli sono partiti i soliti cori contro Guaraldi che, nonostante i risultati siano dalla sua parte, viene ripetutamente contestato dai tifosi. In una situazione lineare questa società riceverebbe solo applausi, ma qui a Bologna la linea si è spezzata da un po' di tempo, da quando il Presidente ha perso fette di credibilità nei confronti della frangia più calda del tifo rossoblu. Possiamo intuire che il famoso insabbiamento ai tempi del “Tamburi-gate” non fece piacere, possiamo dedurre che certe dichiarazioni non siano piaciute, così come non saranno state digerite le cessioni di alcuni giocatori, ma quello che assolutamente non possiamo fare è esprimere un parere generale sulla vicenda, perché ognuno la interpreta a proprio modo. Certo è che i gruppi organizzati hanno più volte espresso il proprio punto di vista che, anche se esternato in modo particolarmente colorito, va preso per quello che rappresenta: una critica pesante nei confronti dell'operato di questa società, proveniente della parte più fedele ed appassionata della tifoseria rossoblu. Possiamo fare finta di niente, possiamo sminuire i fatti o addirittura evitare di parlarne, ma la sostanza delle cose non cambia e tra Guaraldi e la curva è rottura.
Nei prossimi giorni partirà ufficialmente il calcio mercato e magari il Presidente con il benestare di tutti gli altri soci, potrebbe fare un gesto distensivo nei confronti di chi lo critica, investendo un po' di denaro per ingaggiare un esperto di mercato. Sarebbe il primo passo per dimostrare che esiste la volontà di far partire un progetto tecnico. Alla base di molti degli errori di questa società c'è la convinzione di poter fare a meno di una figura del genere (vedi Bagni). E' evidente come i vari Taider, Stojanovic e Radakovic siano invece il genere di operazioni che contraddistinguono una società che pensa al futuro. Se si costruisce una squadra di soli prestiti, azzerando il monte giocatori, si corre un grande rischio: nella malaugurata ipotesi che si retroceda, si parte dalla serie b, senza i proventi dei diritti televisivi e con una squadra completamente da ricostruire. Questo per fortuna nella stagione appena conclusa non è accaduto, ma la bravura di Pioli e la tenuta fisica di quasi tutti i titolari, hanno contribuito a raggiungere l'obbiettivo con relativa tranquillità. In ogni caso bisognerebbe tutelarsi per evitare un disastro sportivo, come sarebbe una retrocessione senza avere alle spalle una rosa di giovani con cui ripartire, perché le cose non sempre girano per il verso giusto. In un certo senso quest'anno Guaraldi ha giocato a poker con il destino del Bologna, alla fine ha vinto la partita, ma per farlo ha rischiato di perdere tutto il piatto. E forse nemmeno questo è piaciuto molto ad alcuni tifosi.
Guaraldi e il poker
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