Quella appena trascorsa è stata certamente la settimana più felice della travagliata stagione rossoblù. L'eurogol dell'oggetto misterioso Christodoulopoulos nel derby contro gli odiati viola e la straordinaria prestazione di squadra contro il Cagliari hanno finalmente riportato il sereno in un'annata che ha fatto degli alti e bassi il suo marchio di fabbrica. Quella di domenica rappresenta senza dubbio la miglior prestazione della stagione per il gruppo guidato da Stefano Pioli. Una vittoria di squadra, frutto di un'organizzazione tattica impeccabile che ha portato ad aggredire gli avversari sin dalle prime battute e a giocare un calcio veloce, dinamico e divertente. In soli 5 giorni, il Bologna è riuscito ad allontanare gli incubi di una retrocessione, aprendo qualche flebile speranza di ambizione Europea. Alle prossime gare contro Inter e Juventus, il Bologna ci arriva nelle condizioni migliori, con tanto entusiasmo e poca pressione sulle spalle. Saranno proprio queste due gare a dirci quanto vale oggi la squadra rossoblu.
Contro il Cagliari abbiamo assistito ad un primo tempo di rara bellezza impreziosito dalla perla di Alino Diamanti. Il gol del Capitano è stato un concentrato di fantasia, immediatezza ed intuizione, un gol da vero numero 10. Da queste parti, i numeri 10 sono merce rara e quelli che hanno lasciato veramente il segno si contano nelle dita di una mano. Se da un lato è impossibile non citare le straordinarie gesta di Roby Baggio e Beppe Signori, dall'altro è curioso ricordare alcuni numeri 10 che rientrano di diritto nella categoria "fenomeni parastatali". Chi non si ricorda del mitico Hugo Rubio, arrivato dal Cile con la nomea del nuovo Diego Armando Maradona? Disputò 14 partite e non segnò alcun gol. Di lui ho ancora stampata l'immagine di un gol divorato di testa a porta vuota contro il Milan. Famoso inoltre l'aneddoto dei tempi, in cui Hugo Rubio fu preferito all'allora giovane e sconosciuto attaccante Ivan Zamorano, divenuto poi uno dei più forti attaccanti al mondo. L'anno successivo, Rubio venne spedito nel campionato svizzero, dove potè finalmente mostrare il suo smisurato ed incompreso talento.
Nell' 89/90, il Bologna sborsò 9 miliardi di lire per acquistare il talento Brasiliano Geovani Faria da Silva, detto Geovani. Fu prelevato dal Vasco de Gama, uno dei top team brasiliani di quell'epoca. Era un trequarista dal talento sopraffino, dotato di una grande visione di gioco e specialista nei calci di punizione. Purtroppo per lui, la cucina bolognese gli fu fatale: ingrassò 10 kg in pochi mesi ed il suo talento fu offuscato dalla (comprensibilissima) passione per il tortellino.
L'anno dopo dall'Ungheria atterrò a Bologna il più grande talento magiaro degli anni '90: Lajos Detari. Per ottenere il suo cartellino, l'allora Presidente Corioni dovette sborsare una cifra attorno ai 5 miliardi delle vecchie lire. Quell'anno il Bologna finì ultimo con soli 18 punti in classifica: il talento Detari collezionò appena 5 partite, le restanti 29 trascorse in infermeria a curare i continui acciacchi. L'anno successivo, in serie B, i suoi 14 gol non permisero comunque al Bologna di arrivare oltre un deludente tredicesimo posto. Di lui ci si ricorda il grande sinistro ed un'arroganza smisurata che potrebbe essere riassunta in un'intervista lasciata ad un giornalista a quell'epoca che alla domanda su come fece a sbagliare un gol così facile, rispose: "L’ho sbagliato apposta, così i miei compagni impareranno a passarmi di più la palla". Lajos Detari, un vero esempio di uomo spogliatoio.
Gli incubi sono lontani
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