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Già brucia il Vecchione

Luca Lollini

Il Vecchione, a Bologna, è il simbolo dell'anno che se ne va. Viene dato spietatamente alle fiamme, brutto e talvolta spaventoso, per celebrare l'avvento del nuovo, esorcizzare errori, guardare con un barlume di speranza l'alba di colui che arriva.

Il Vecchione, a Bologna, si brucia il 31.

Il Vecchione, al Bologna, è già in fiamme da tempo, e oggi la fiamma è ancora più alta.

Con la vittoria di ieri il Bologna ha portato a casa tre punti dal peso specifico aureo, e lo ha fatto non da Bologna: in rimonta, giocando in maniera non spumeggiante e, bisogna dirlo, grazie a una doppietta di Cacia. La costante con gran parte delle altre vittorie è la sofferenza, quella che ti fa sudare freddo fino all'ultimo calcio piazzato, ma che aggiunge anche quel pathos per cui al novantesimo gli "high five" schioccano ancora più rumorosamente.

Non è stato un gran Bologna a Lanciano, o almeno non è stato quello a cui ci aveva abituati nella cavalcata autunnale. Forse ci aveva abituati male, vedremo, ma ieri solo per venti minuti è riuscito a esprimere quel giro palla frizzante e profondo. Risultato: due tiri in porta, una gran parata e un intervento plastico. Zero gol. A inizio ripresa la rete del Lanciano sembrava aver mozzato le gambe ai rossoblù, apparsi meno tonici fin da subito, e già mi preparavo ad allestire il reggipalle (francesismo) per i venti giorni di processo a Diego Lopez all'orizzonte. E invece no. Perché è venuto fuori quel Bologna sporco e cinico di cui avevamo avuto un'avvisaglia alla

Vigilia. Un Bologna che ha trovato la sua massima espressione, era ora, in Daniele Cacia. Un cross di Masina, la palla che rimbalza qua, poi là, lì, e sbuca: il nove sbuffa e artiglia il pareggio. Un corner di Laribi, il difensore che prende bene il tempo come io so suonare il bandolejo, Cacia ringrazia e appoggia i tre punti.

Finalmente.

Finalmente.

Finalmente.

Una vittoria rozza e sudata, che è sempre meglio di un pareggio giocando divinamente (La Palice apprezzerebbe). Il 2014 finisce con un Bologna diverso, che in due partite ha messo due mattoni che lo tengono in abbondante linea di galleggiamento per la promozione diretta. Siamo più in alto di dove avrei pensato quattro mesi fa, siamo una squadra scomoda, siamo una squadra che con un pizzico di intelligenza da parte di tutti in Serie B ci resterà solo una stagione.

Perché il 2014 è stato un anno a lungo doloroso, lancinante, durante il quale abbiamo toccato il fondo rischiando addirittura l'annichilimento. Le cose, però, son cambiate. Il Vecchione ha iniziato a bruciare già a ottobre, e con lui tutte le nostre angosce rossoblù: non vederlo è da orbi. Sì, restano le angosce del campo, ma son quelle che fanno parte della vita del tifoso e non spariranno mai. Sono sparite le angosce da Irpef, che con questo sport c'entrano il giusto.

C'è un nuovo anno alle porte: per la prima volta da tempo, ho fiducia in lui. Forza Bologna.

P.S. Ho avuto la fortuna di seguire il match al Piccolo Caffé di Manhattan con la banda di Tifosi col Fuso: avere un cantuccio sicuro in mezzo a quei giganti ti fa sentire meno... piccolo.