La sbornia con la Juventus è appena smaltita e... ci tocca la Viola. La Fiorentina già. Altro match molto sentito dalla tifoseria... altro match che ci vede in campo con una squadra in buona salute. Se si prende il calcio e lo si decodifica attraverso i "bioritmi", non si può dire che il Bologna sia particolarmente fortunato. Si va al Franchi contro una squadra ingiustamente sconfitta sul campo della Roma, al termine di quella che - forse - è stata la più bella partita di calcio del campionato fin qui giocato. Davvero una bella squadra quella di Montella. Al di là delle oggettive difficoltà che la sfida comporta, mi vengono in mente un paio di considerazioni. E ve le giro, conscio che possano pure essere discusse. La prima. Leggo su un quotidiano della città che il tecnico intende mettere in campo una squadra "coraggiosa", tornando al 4-2-3-1. Sono decisamente scettico di fronte a chi interpreta in modo integralista questi numeri. Il più delle volte i metodi adottati sono flessibili, le posizioni cambiano. Una volta Cucci disse a Pesaola: il bravo allenatore è quello che mette in campo bene i suoi giocatori. La risposta del Petisso non si fece attendere: Io li metto bene ma poi loro se movono...
Firenze e quel qualcosa che non mi Cuadra(do)
Riconosco in questa straordinaria ironia tutti i dubbi che mi derivano dalle analisi degli strateghi di professione, sulle alchimie tattiche scelte. Ma il coraggio a cui i colleghi fanno riferimento... francamente lo chiamo incoscienza. E spiego: sappiamo bene che Pioli ama le partenze forti. Vuole subito vedere un certo atteggiamento aggressivo della squadra. Trovo che con la Juventus, proprio l'incoscienza ci sia costata l'immediato (o quasi svantaggio). Con squadre in grado di alzare i ritmi della partita in ogni momento, dotate come sono di fini palleggiatori, sostenuti sulle fasce, il gioco può sembrare un suicidio. Con la Juve, di sicuro, lo è stato. La pressione alta di Diamanti e Kone in appoggio a Bianchi, ha provocato smottamenti più dietro, creando situazioni telluriche in ogni settore. Conte ha facilmente eluso la pressione sorprendendo il Bologna troppo schiacciato dietro, perchè le mezzeali ospiti si ponevano in linea con gli attaccanti, potendo sfruttare le avanzate prepotenti di Ogbonna, Barzagli e Chiellini, centrocampisti aggiunti, ben sostenuti sui lati da Peluso e Isla. Con la Fiorentina si rischia la stessa cosa. Non ci possiamo permettere la difesa alta, perchè i nostri difensori sono lenti. Non dico quindi che un atteggiamento attendista, quasi fatalista, sia da preferire. Però ci vuole più prudenza. La seconda è legata a un nome. Cuadrado. Giocatore straordinario, cresciuto immensamente rispetto al terzino visto a Udine. Si resta abbagliati dalle sue iniziative, dalle innumerevoli vite che ha sul campo... Ronza in testa però, e punge, un qualcosa che non ho verificato ma, se confermato, si traduce in rabbia per l'occasione perduta. Dicono che il colombiano sia stato offerto inizialmente al Bologna. E che il Bologna abbia detto: grazie, no. Nella fattispecie Bisoli, ma non voglio gettare la croce addosso a nessuno, voglio gettarla addosso a tutti quelli che si sono macchiati di questo insano gesto. Possibile?
Si allunga l'elenco di osservatori dal finissimo fiuto. Ricordiamo alcuni dei nomi di giocatori che, ragazzini o uomini formati, sono stati scartati dal club: Gigi Riva, Marco Tardelli, Gennaro Gattuso, Ivan Zamorano, si dice anche Jurgen Klinsmann... Ora anche Cuadrado che sarebbe arrivato con la formula del prestito. Queste le due primissime considerazioni che mi entrano in circolo pensando alla sfida del Franchi. Ci sarebbe infine la questione tifo. Non mi sono ancorato al caso Dall'Olio (gran brutta storia) ritenendolo un peccato originale. I protagonisti di quel fattaccio hanno pagato le loro colpe. Ho amici carissimi col Giglio sul cuore e ne vado fiero. Fiorentini di città, provincia o frequenza sono gli Ulivieri, i Viviano, i Cecconi... i Raffaello Paloscia, grande giornalista fiorentino tifoso rossoblù da sempre! La famiglia Gazzoni. La mia nonna materna, Iolanda... Trovo che noi bolognesi si abbia molte affinità con loro, e bello era il derby quando i due idiomi sfornavano simpatici sfottò e mangiate di fiorentine appeniniche. Non odio quindi il colore Viola, mica è il bianco e nero, e invito anzi chi - dell'una e dell'altra parte - continua ad alimentare una certa controcultura a fare un paio di schieramenti su un prato di Barberino del Mugello e a regolare i conti pregressi a mani nude. In modo da non parlarne più. Persino a Pupi Avati, una sceneggiatura del genere, potrebbe andare a genio!
© RIPRODUZIONE RISERVATA