Sono già passati cinque giorni dalla matematica retrocessione in B e se ne sono lette di tutti i colori. Dopo il silenzio stampa una pioggia di dichiarazioni da ogni singolo individuo vicino all’ambiente rossoblù, forse giusto i magazzinieri non hanno rilasciato interviste esclusive ma ci si arriverà indubbiamente. In tutta questa marea di chiacchiere forse manca qualcosa, un sentimento: la vergogna.
Fino alla fine...una vergogna!
Già, perché gli unici autorizzati a parlare e a farsi sentire, in questo momento, sono i tifosi, gli stessi tifosi che domenica hanno riempito il Dall’Ara, spingendo sino all’ultimo minuto una squadra che avrebbe meritato solo fischi e uova marce, per quanto mostrato in campo. Zero gioco, zero grinta, pochezza tecnica e tattica, insomma, tutti gli ingredienti per spazientire anche un santo. Eppure i giocatori se ne sono andati dritti negli spogliatoi, testa bassa e senza fiatare. Non uno che cercasse un contatto con i tifosi, un saluto, un "scusateci"; non ci si aspettava certo una scena alla Palombo, in lacrime a scusarsi sotto la curva della Samp, retrocessa 3 anni fa, ma perlomeno qualcuno che chiedesse scusa. Qualcuno che si assumesse le responsabilità per questo scempio, per questa retrocessione indegna, qualcuno che lo facesse in maniera decisa e veemente. E invece nulla. E i tifosi incassano, dimenticano, è già si proiettano alla prossima stagione, perché la fede non retrocede, anche se sarebbe bene non continuare a stuprarla.
Sconvolgente poi Guaraldi, che nella stessa giornata fa mea culpa, apre a Zanetti e tratta con Zeman. Ha ammesso di essere il primo responsabile della disfatta, ma il raffinato Guaraldi già ce lo aveva lasciato intendere mesi fa, affermando tutto orgoglioso “Ibson l’ho voluto io”, ora abbiamo capito cosa voleva dire davvero. Il mirabolante Guaraldi vorrebbe vendere ma anche decidere lui per la prossima stagione; se davvero c’è stato il contatto con Zeman, c’è da chiedersi con quale forza possa trattare, un presidente con la fiducia di piazza e società ai minimi storici. E c’è anche da chiedersi poi se la nuova società vorrà o meno Zeman. Voi direte “Ma ne parleranno”, ma vi ricordiamo che a Casteldebole tutto è possibile, date le evidenti pecche nella comunicazione interna che riassumeremo con “Ibson dimenticato in aeroporto”. Ce ne sarebbe già abbastanza sino a qui per vergognarsi.
Altro fatto sconvolgente l’esercito di salvatori della patria a retrocessione avvenuta. Gazzoni, Zanetti, addirittura Merola si è scomodato per il Bfc, tutti lì, a raccontare e dire quello che noi diciamo da mesi da queste pagine: gestione sbagliata, serve un cambio di rotta, investimenti, insomma la solita tarantella che ormai sappiamo a memoria.
Ma perché tutti ora? È troppo facile fare il medico che constata il decesso, ci sarebbe servito un chirurgo di quelli bravi, mesi fa; l’unica cosa più vergognosa di chi salta sul carro dei vincitori è chi salta sui resti del carro che è precipitato dal dirupo, spiegando agli altri perchè si sia schiantato, nonostante avesse visto benissimo quanto fosse già traballante alla partenza. In soldoni, servono fatti e non parole, anzi, servivano fatti, non ci sono stati e infatti eccoci in serie B, con il biglietto pronto per Entella, che perlomeno ora sappiamo dove si trova. Chissà se tutti i novelli paladini dei colori rossoblù non si debbano vergognare un po’ anche loro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA