Mentre il Bologna continua la sua preparazione, Guaraldi lavora nell'ombra per recuperare un po' di credibilità, cercando di costruire una squadra convincente e capace (si spera) di tornare subito in serie A. Lo fa affidandosi completamente a Fusco, che si sta rivelando quella figura che negli ultimi tre anni è mancata nell'organigramma societario: l'uomo di calcio. Ma questa situazione non fa altro che confermare come sarebbe bastato molto poco per evitare la retrocessione. Sarà anche inutile piangere sul latte versato, ma si parlerà a lungo degli errori di questo Presidente, ecco perché è giunta l'ora che metta la parola fine alla sua esperienza nel calcio. Ovviamente affinché ciò avvenga, occorre trovare un acquirente a cui cedere la società. Il lavoro di Fusco è anche quello di liberarsi di certi ingaggi per rendere il club più appetibile. Il resto lo scopriremo solo vivendo...
Fare le valigie
In campo la squadra comincia a muovere i primi passi verso il calcio che conta e contro il Sassuolo regge bene l'urto, scendendo in campo con una formazione molto lontana da quella che presumibilmente sarà schierata da Lopez a Perugia. La squadra è stata completamente rivoluzionata e questo può essere un problema, perché assemblare un gruppo di giocatori da zero è difficile (ma non impossibile). Rispetto alla serie A il fattore più importante sarà la continuità nei risultati. Questo perché se in serie A, vincere una partita ogni tanto, ti poteva consentire di rimanere a galla, in B (con l'obiettivo di arrivare almeno ai play-off) sarà fondamentale macinare punti in ogni partita, per non perdere terreno rispetto alle prime della classe.
Sfido chiunque a prevedere come andrà il Bologna quest'anno. Ve lo dico io: è impossibile saperlo poiché ci sono troppi volti nuovi e la squadra, che ora è solo in fase embrionale, sarà il risultato dall'interazione di tutte le personalità che la compongono, ergo oggi è impossibile stabilire se sia o meno tra le favorite. Di certo c'è che quella che sta nascendo è in tutto e per tutto una creatura della coppia Fusco/Lopez, che hanno gestito il mercato in autonomia e con un budget ridottissimo. Da esterno mi pare stiano facendo un buon lavoro, rispetto alle risorse che hanno a disposizione, ma come detto è presto per giudicare.
Vorrei dedicare un sincero in bocca al lupo a Rolando Bianchi, che a quanto pare ha rinunciato a parte dell'ingaggio, per andare a Bergamo. Si spera che anche Pazienza, Perez ed Acquafresca seguano il suo esempio e rinuncino a qualcosa, per andare a giocare altrove, dimostrando di comprendere il momento di difficoltà del club. Figuriamoci cosa potrebbe accadere se il Bologna arrivasse a subire altri punti di penalizzazione: non sarebbe una bella situazione, soprattutto se questi giocatori continuassero a rifiutare destinazioni perché non gradite. Forse Perez è giunto al capolinea per questioni di età, ma Pazienza ed Acquafresca possono ancora dimostrare di essere giocatori di calcio. Anche se non sono convinti della destinazione, forse perché a Bologna si sta meglio, bisogna che capiscano che a Bologna si può stare anche peggio (chiedete a Guaraldi). Farebbero una bella figura, se imitassero il loro ex compagno e si accasassero altrove, evitando di mettere in difficoltà la stessa società che sinora li ha ricoperti d'oro. Quei soldi (perché di questo si tratta) sono assolutamente legittimi, ma non sono meritati e di questo ne sono consapevoli anche loro. Bene, con un bel esamino di coscienza ed un minimo di orgoglio personale, si eviterebbero tanti problemi al Bologna ed ai suoi tifosi.
Tra tre settimane si farà sul serio e le partite si trasformeranno in vere e proprie battaglie. In serie B sarà necessario guerreggiare per vincere, perché siamo il Bologna e tutti ci vedranno come la big da battere. Nessuno ci prenderà per quelli che siamo e cioè una squadra del tutto nuova, che per ora del Bfc indossa solo le maglie e che col tempo dovrà dimostrare di meritarle. Guardando il lotto delle partecipanti il Catania pare una spanna sopra tutte le altre: bene noi dobbiamo inserirci subito dietro, poi ovviamente sarà il campo a svelarci le nostre potenzialità.
Sarà un campionato lungo, per cui bisognerà dare il tempo a tutti (tecnico, giocatori e staff) di calibrarsi. Bisognerà aspettare Stojanović perché Coppola è senz'altro più esperto di lui, ma allo stesso tempo il club deve fare crescere i propri giovani. Dovremo dare fiducia a tutti quei ragazzi che hanno l'occasione della vita e che sono i primi a volerla sfruttare. Insomma dobbiamo mantenere la calma e non abbatterci al primo errore d'inesperienza, perché la strada è lunghissima e durissima: l'importante è come si arriva, non come si parte.
In sostanza bisognerà avere pazienza. Non Michele, lui è pregato di fare le valigie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA