Tutto Bologna Web Editoriale "Everything is done, it's the beginning"

"Everything is done, it's the beginning"

Giacomo Bianchi

E' arrivato ieri mattina. In perfetto orario, nessun bagaglio al seguito, un paio di guardie del corpo ed un sorriso enorme, quasi che sapesse già come sarebbe finita la sua lunga, lunghissima giornata. Non ha fatto mancare l'eleganza che l'ha sempre contraddistinto da quando ha cominciato a farsi vedere in città: e quindi si è presentato con una giacca ed una camicia scure e l'immancabile spilla con lo scudetto del Bologna, chiaramente sulla parte sinistra, proprio sopra il cuore. Quando Joe Tacopina ha varcato la soglia dell'aeroporto Marconi si è trovato di fronte una cinquantina di persone pronte ad accoglierlo: giornalisti, curiosi, tifosi e anche qualcuno ignaro di quello che stava succedendo, al punto che in diversi hanno chiesto chi fosse quell'omone che parlava davanti alle telecamere e aveva continui flash puntati contro (e il sottoscritto ad un certo punto si è lasciato sfuggire un “E' il salvatore”, anche se in quel momento nulla era ancora certo). Qualche “selfie” (perchè oggi siamo tutti un po' americani, e la parola “autoscatto” è retrograda e non adeguata) con i presenti e la partenza verso il centro di Bologna, dove sono continuate le passeggiate sotto i portici, le chiacchierate con la gente che lo fermava e il serpentone di giornalisti che continuava a seguirlo. L'incontro con Guaraldi per firmare i contratti era stato fissato per le 13:00, poi i piani sono cambiati; c'è stato un primo spostamento dell'appuntamento per le 17:00, poi per le 18:00, ma tra una contrattempo e l'altro, si è cominciato solamente intorno alle 20:00. Insomma, questi continui rinvii avevano cominciato a far serpeggiare un senso di inquietudine ed incertezza tra la gente. Le domande che ci si ponevano erano le solite: “Ma non è che alla fine salta tutto?”, “Non è che Guaraldi ci ripensa?” e così via. Si era ad un passo dall'accordo, un po' come quando da bambini si aspettava con ansia il giorno di Natale per scartare i regali, certi di trovare il dono che da tanto si aspettava; poi però, proprio sul più bello, cresceva l'ansia e veniva il dubbio che i genitori si fossero sbagliati e si sarebbe trovato qualcosa di diverso. Tranquilli, Joe è un bravo “genitore” e, quando alle 22:00 è uscito per la prima volta dallo studio dell'avvocato Serafini per cenare, ha annunciato quello che tutti aspettavamo: “Firmeremo entro la notte, non aspetteremo domani mattina”. E così è stato, nonostante i contratti fossero separati e parte di essi fossero a casa di Guaraldi a Zola Predosa; è servito quindi più tempo del dovuto per arrivare all'ufficialità. L'accordo è stato trovato alle 00:20, quando un applauso proveniente dall'Hotel “I Portici” ha dato il via alla nuova era americana. Solamente alle 12:55, Tacopina è uscito dall'albergo, dichiarando : “Everything is done, it's the beginning”: tutto è fatto, questo è l'inizio. É un momento storico, per la città e per i tifosi. Ed è un giorno che difficilmente verrà dimenticato. Adesso possiamo dirlo una volta per tutte: via tutti, via Guaraldi e via Zanetti, via quello che si è è visto in questi anni. Le firme sono arrivate, adesso non si torna più indietro e non ci sarà nessun ripensamento: il Bologna ha cambiato proprietà, e poco male se non sarà in mano ai bolognesi ma sarà addirittura straniero. Perchè il progetto dell'avvocato è un progetto importante e Tacopina ha affascinato tutti con le sue parole e le sue proposte. Non sarà da solo, sarà accompagnato da un Joey Saputo che, anche solo per il nome e le credenziali che porta con sè, è una vera garanzia. Ora c'è bisogno di fatti, di fatti reali che completino quanto è uscito dalla bocca dei due americani. Di gente che ci ha preso in giro ne abbiamo avuta fin troppa negli ultimi anni, adesso è il momento di svoltare. I due si sono presentati bene, hanno dimostrato di volere il Bologna in tutto e per tutto e sono stati disposti anche ad alzare la loro proposta dopo che, casualmente (molto casualmente eh), l'ex (finalmente possiamo dirlo) presidente aveva deciso di snobbare l'offerta statunitense e tornare a bussare alla porta di Zanetti. Non si sono tirati indietro, hanno continuato per il cammino che aveano cominciato, dimostrando di avere fondi e passione. Serviranno giorni e mesi per averne la conferma ufficiale, ma almeno per il momento, la strada intrapresa sembra proprio quella giusta. È un giorno storico, speriamo sia l'inizio di qualcosa che ormai da troppe generazioni non si riesce a vivere.