Da qualche giorno ormai non riesco a togliermi dalla testa la frase pronunciata lunedì scorso da Albano Guaraldi: "Il confine tra 40 e 51 punti è sottile". Più ci penso e meno mi convince. A partire dal punto di vista algebrico visto che sin dalla prima elementare ci hanno insegnato che se due numeri non sono uguali ci deve per forza essere una differenza tra essi che sia positiva o negativa. Se la matematica non è diventata opinione quindi la differenza tra 51 e 40 dovrebbe essere ancora pari a 11 e tanto per fare un esperimento proviamo a togliere questa cifra dai punti della classifica attuale del Bologna. Ecco che i rossoblu piomberebbero a 29 punti in classifica: desolatamente penultimi e virtualmente già retrocessi. Forse quindi 11 punti valgono ancora qualcosa e nel caso il presidente Guaraldi non ne fosse ancora convinto potrebbe provare a chiedere all'omologo senese Mezzaroma di scambiarsi le posizioni in classifica. Finita la parte più scherzosa dell'analisi della famosa frase, passiamo ad un'altro aspetto importante ovvero quello economico. Avere oggi 50 punti in classifica infatti vorrebbe dire ragionevolmente riuscire a chiudere il campionato al decimo posto e quindi incassare ben 3,9 milioni di euro come premio da parte della Lega Serie A. Peccato che oggi invece con 40 punti conquistati il Bologna sia tredicesimo e se la stagione fosse già finita si vedrebbe riconoscere soltanto una fetta da 2,7 milioni di quella torta. Ecco allora che gli 11 punti che secondo Guaraldi costituiscono un confine sottile in realtà già oggi valgono 1,2 milioni di euro in meno per le casse rossoblu considerando poi che ogni ulteriore gradino perso equivarrà ad una riduzione di altri 400mila euro di premio. Credo che la maggior parte di noi non conduca una vita tale da poter considerare queste cifre un confine sottile o una sfumatura: provate a pensare cosa potreste fare con più di un milione di euro. Infine credo che sia giusto ampliare le nostre prospettive e considerare il Bologna Calcio non solo un amore viscerale ma anche una società sportiva con numerosi soci a cui dover rendere conto del proprio operato. Uno di questi soci di minoranza che però ha un rappresentante eletto in CdA è costituito addirittura dai tifosi che pochi anni fa decisero di versare una quota a fondo perduto per contribuire al salvataggio della loro grande passione. Come ogni azienda è logico pensare che anche il Bologna all'inizio di ogni stagione si prefigga degli obiettivi precisi da conseguire nei dodici mesi successivi informandone anche i vari soci: chiamiamolo con il termine tecnico di piano industriale. Supponiamo poi a rigor di logica che ogni anno l'obiettivo da raggiungere debba essere migliore di quello della stagione precedente. Passare però da 51 punti a poco più di 40 non mi sembra affatto un miglioramento e quindi, nonostante la salvezza acquisita, sembra difficile poter chiedere ai tifosi (o ai soci) di gioire del risultato ottenuto. A meno che non si considerino davvero quei famosi 11 punti una sottigliezza...
Ecco la differenza tra 40 e 51 punti
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