E se poi esiste la felicità, chi ti dice che non passi anche di qua
"Di professione scettici, seduti sui gradoni, mentre sfilano ragazze e illusioni, che se poi esiste la felicità, chi ti dice che non passi anche di qua". Recita così la prima strofa dell'inno del Bologna, quello che ogni domenica accompagna l'ingresso in campo dei rossoblù sul manto erboso del Dall'Ara. E sì, domani sarebbe proprio bello che la felicità passasse anche di qua (dopo 19 anni).
C'è Bologna-Juve, per noi la partita delle partite, ma un po' anche per loro. Basta guardare qualche forum bianconero per capire come la trasferta sia sentita, temuta. Lo ha ammesso anche Allegri in conferenza 'per noi là è sempre dura'. 19 anni fa l'ultima perla al Dall'Ara, un 3-0 che rimane nella storia ma che, per la gioia di tutti, sarebbe anche ora di sostituire con un altro bel ricordo. Uno più fresco, nuovo, legato alla proprietà canadese e non sempre al gentiluomo Giuseppe Gazzoni Frascara, almeno per non ricordarci immediatamente di Calciopoli. Perché quando si parla di Gazzoni in automatico salta fuori anche il rovescio della medaglia, a rovinare anni ruggenti, rivalutati col tempo. E siccome il Bologna ripetutamente ci chiede entusiasmo, forse solo attualizzando i ricordi e rinfrescando l'almanacco si potrebbe iniziare a generarlo per davvero. C'è il problema mezzo stadio juventino? Battiamoli e vedrai come staranno tranquilli. Si vuol portare più gente allo stadio? Battiamoli e vedrai come si riempie. Vogliamo strappare bambini adepti alla Juventus per renderli tifosi rossoblù? Battiamoli e vedrai quanti ne convinci.
"Tu sei grande Bologna, tu sei forte Bologna, così bella Bologna". Una città e una squadra che non hanno nulla da invidiare a nessuno, nemmeno lezioni di stile, di educazione, messaggio rivolto a chi titola 'chi ci odia di più?', come se il calcio fosse una guerra civile con l'elmetto, le bombe. No, è un pallone che rotola, in cui ventidue giocatori sputano sangue per vincere, dando tutto per i colori della maglia che indossano, ben consapevoli che, da professionisti, un giorno la cambieranno. Ma certe partite non sono mai uguali alle altre. Questa specialmente.
"Sto correndo con te...uno fisso nel mio cuor". Non so quanti rossoblù ci saranno domani, ma quelle migliaia di persone trepideranno e vivranno appassionatamente novanta minuti di gioco, donando cuore, gambe e polmoni a chi in campo suderà le proverbiali sette camicie per fare lo sgambetto ad una vecchia, e forse antipatica, signora. Perché il fantastico pubblico del Dall'Ara merita di gioire, godere, esultare dopo 19 anni di digiuno. Ravvivando il sacro fuoco dell'amore verso l'unica squadra che non abbandoneremo mai. E per chi, un giorno, potrà dire: 'Io c'ero'.
"Staremo in curva abbracciati ad una idea". L'idea è il rossoblù, il Bologna, quella cosa che fa capire a tutti che è domenica. L'odore dei fumogeni, gli striscioni, i cori, le lamentele, le critiche, le ossessioni su formazioni, moduli, tutto ciò che ci rende allenatori migliori di chi effettivamente va in panca. Ma domani no, domani è un giorno diverso, particolare. Il gioco non conta, come la qualità o chi gioca e chi no. Domani si può anche vincere di natica al novantesimo dopo aver sofferto come i cani. Vincere a volte è l'unica cosa che conta, a patto che tutto sia onesto, vero, verace, genuino, come i bolognesi rossoblù, quelli abituati sempre al peggio ma che sperano sempre il meglio. Vale anche domani. Tutti in piedi per il Bologna, tutti in piedi per la nostra città, per un miracolo che prima o poi dovrà accadere. Abbracciati ad una idea. Chissà che il giorno buono non sia arrivato e che la felicità si ricordi anche di noi...
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Video tratto dalla pagina Youtube Giorgio Bellaviti
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