Tutto Bologna Web Editoriale E se fosse Maietta il vice Matuzalem?

E se fosse Maietta il vice Matuzalem?

Redazione TuttoBolognaWeb

Passato, presente e soprattutto futuro nel mio pensiero affidato all'appuntamento con TBW. L'occasione persa a Catania mi ha lasciato insoluta una domanda da rivolgere ad Acquafresca. Ma perché non ha dato palla a Bentacourt in una situazione di due contro uno che avrebbe chiuso il match. Poi il presente: Lopez ha la sua bella gatta da pelare nella scelta del "vice Matuzalem" senza Buchel. Io una proposta l'avrei: se andate a vedere il passato di Maietta, scoprirete che il calabrese ha giocato pure mediano davanti alla difesa, per esempio a Trieste. Ora una modifica del modulo consentirebbe una flessibilità tattica maggiore con una difesa apparentemente a 4, e un Maietta "alla Ledesma" davanti alla difesa, ma con i due esterni pronti a sorreggere il centrocampo e Maietta stesso in grado di abbassarsi in mezzo ai due centrali in una difesa a tre. Non so se si tratti di una strada percorribile, ma potrebbe essere una soluzione.

Infine, il futuro prossimo venturo, cioè gennaio. Non conosco personalmente Pantaleo Corvino, e me ne dolgo. Ai tempi di Lecce mi sono spesso sorpreso a chiedermi perché mai non potessimo noi avere un talent scout così. Se lo conoscessi, gli chiederei lumi su un possibile rinforzo per il Bologna di questa serie B, un giovane esterno, e Dio e i Santi della curva sanno bene quanto ne abbiamo bisogno! Mi ricordo di un giocatore cho ho scoperto da avversario rossoblù l'anno scorso. Corvino dovrebbe conoscerlo bene, poiché si tratta di un ragazzo cresciuto nelle giovanili della Fiorentina. Mi riferisco al 22enne Cristiano Piccini, proprietà dei viola, che dopo aver fatto un'esperienza nel Livorno lo scorso anno, oggi è stato dato in prestito dai Della Valle al Betis Siviglia, squadra che noi del Bologna ricordiamo bene per splendidi ricordi europei e che, come noi, è caduta la scorso anno nella serie B spagnola. Piccini non trova grande spazio, dopo aver avuto qualche problema fisico, nella squadra biancoverde iberica. Il suo nome me lo annotai perché rimasi piacevolmente sorpreso della forza propulsiva di questo ragazzo nella sofferta vittoria del Bologna, un anno fa, sugli amaranto tirrenici. Entrato a metà ripresa, il ragazzo surclassò fisicamente Morleo, creando più di una situazione imbarazzante davanti alla porta di Curci. Potrebbe essere una valida aggiunta.

Il mercato è sempre stato un periodo affascinante per me, fin dai tempi di Savoldi & C. Ricordo come da adolescente mi piacesse trascorrere parte del mio tempo su un quadernino, ad appuntare i nomi di chi sognavo per il mio Bologna. Cercando sempre di rimanere con i piedi per terra, disegnando formazioni non impossibili, obiettivi leciti e non inarrivabili. Nessuno insomma - come dicono gli inglesi - "larger than life" per la mia squadra del cuore. Un gioco che continuo a fare, alternativa personale al Fantacalcio, perché non amo del Fantacalcio la disponibilità notevole di risorse. Mi piace pensare come un diesse, delle due preferisco estremizzare verso il basso le risorse a disposizione. E puntare su obiettivi possibili. Considero tali più certi giocatori anche di serie A che faticano a trovare spazio che promettenti antagonisti in serie B. Perciò al pur bravissimo Gagliolo preferisco un Piccini. Senza alcun riscontro, certo. E così, spulciando nelle rose di serie A mi sono annotato altri nomi. Alcuni altisonanti, come il portiere sassuolese Pegolo, lo juventino e nazionale Under 21 Marrone; come il centrocampista uruguagio della Lazio Gonzalez; o come l'ex cesenate Malonga. Ma anche altri. Non si tratta di sconosciuti, certo. Ve li giro, così, per gioco. portieri: Pegolo o Bardi. Esterni difensivi: Piccini, Faraoni e Del Grosso. Centrocampisti: Gonzalez, Brighi, Marrone. Attaccanti: Jankovic, Emeghara, Malonga. Nomi che naturalmente si aggiungono a quelli già usciti sul giornale come Sansone e Fornasier della Sampdoria. Una lista che consentirebbe al Bologna di aumentare la sua ambiziosa potenzialità e anche il numero di tesserati in grado di poter ben figurare anche in una serie superiore. Pochi sono gli elementi attualmente in rosa che hanno le carte in regola - a mio avviso - per giocare al piano superiore.