Tutto Bologna Web Editoriale Donadoni sì, Donadoni no, Donadoni forse: il piano B del Bologna c'è ed esiste

Donadoni sì, Donadoni no, Donadoni forse: il piano B del Bologna c'è ed esiste

Manuel Minguzzi
Donadoni sotto contratto fino al 2019, ma fino a qui nessuno ha speso parole chiare sul suo futuro (nemmeno lui stesso). Saputo risparmierebbe tenendolo? Forse no... scorrete le schede

Più che sul finale di stagione, in cui il Bologna affronterà Milan e Juve, partite affascinanti ma che difficilmente cambierebbero la stagione (far perdere lo Scudetto alla Juve però...), la piazza rossoblù sembra concentrata sul futuro allenatore della squadra. Anche perché le ultime due partite con Udinese e Chievo rischiano di essere biscottini e di certo non riaccenderanno il fuoco della passione. E allora affrontiamo il capitolo Donadoni.

Tanti tifosi vorrebbero veder interrompere il rapporto con il tecnico bergamasco, ma tanti altri lo difendono a spada tratta puntando il dito verso il livello basso della squadra e le poche risorse messe a disposizione da Saputo. Poi c'è la società, che deve valutare anche conseguenze economiche dalla decisione di confermarlo o cambiarlo. In linea di massima la domanda è: tenere Donadoni vorrebbe dire risparmiare? Fermo restando che Saputo non deciderà solo sulla base di questa risposta - il presidente e i dirigenti dovrebbero aver già in testa un giudizio sul lavoro triennale di Donadoni, in mezzo anche la valorizzazione della rosa - sicuramente il fattore 'costo di 5 milioni per cacciare il tecnico' non è un aspetto secondario. Bisogna, però, partire da un presupposto: sia che Donadoni venga allontanato, sia che venga confermato, Saputo quei 5 milioni li dovrà comunque pagare (a meno che il tecnico non trovi un'altra squadra). E allora il giudizio potrebbe essere spostato altrove, cioè sulle prospettive di mercato.