Quello appena terminato è stato il Day-5 per la banda di Pioli sull'altopiano della Paganella, il primo invece per il sottoscritto. Ma come si dice in questi casi, meglio tardi che mai no?
Messe da parte le fatiche universitarie, finalmente l'avventura inizia anche per me.
Inizia molto presto a dire il vero, visto che a metà mattinata ho già testa e corpo impiantati in territorio trentino. Fortuna vuole che Pioli abbia fatto coincidere il mio arrivo con la mezza giornata libera concessa ai suoi, preziosa per ricaricare le batterie dopo i primi carichi pesanti e i test amichevoli. Così ne approfitto e ricarico le mie, quasi a secco dopo il viaggio e le scarse ore di sonno accumulate. Si torna in campo direttamente nel pomeriggio, con il consueto allenamento delle 17. Prima però, c'è spazio per la conferenza stampa di Michele Pazienza. Anche in questo caso sono un esordiente assoluto, e seguo con passione l'evolversi dell'intervista cercando di trarre tutto il meglio (in termini di esperienza e, perché no, di malizia giornalistica) dalle domande poste dai vari colleghi presenti. Ad essere sinceri, non è che ci fosse poi molto da entusiasmarsi. Il centrocampista infatti, interrogato sui motivi che hanno causato una stagione deficitaria come quella appena passata, non si è sbottonato più di tanto, dicendosi tuttavia convinto di poter risolvere i problemi in modo tale da contribuire alla causa rossoblù. Sarà il campo come sempre ad emettere la sentenza, i tifosi sperano in una sua rinascita, ma ci vorrà tanta "pazienza" per l'appunto. Come detto alle 17 in punto inizia la seduta di allenamento, anche se mister Pioli è sul campo con abbondante anticipo, impegnato come di consueto nella cura di ogni minimo dettaglio. L'impressione che ho fin da subito è che quella del tecnico ex Chievo sia una preparazione di "Mourinhiana memoria", con la palla a farla da protagoinista e a rendere meno dura la corsa. Godersi il tutto da bordocampo è stata certamente un'esperienza unica per captare le sensazioni provenienti dal rettangolo verde, vista e considerata l'abitudine di vedere quegli stessi giocatori da molto più lontano. Due righe finali le voglio spendere per la "location". Non scopro certo l'acqua calda, ma ci tengo a sottolineare la bellezza di Andalo e della zona in generale, cornice ideale di un dipinto che Pioli sta creando giorno dopo giorno. Vi lascio con un consiglio: se potete venite su, ne vale davvero la pena. A presto, e scusate il ritardo.
Diario da Andalo, giorno 5: "Scusate il ritardo"
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