Le nubi che avevano accolto il risveglio si sono diradate giusto in tempo per accogliere la truppa di Pioli sul campo lasciando il posto al solito sole che sta fortunatamente accompagnando queste prime giornate ad Andalo. Siamo appena al secondo giorno completo di allenamento ma l'interesse degli appassionati sembra crescere di pari passo con l'intensità del lavoro sul terreno di gioco. Il tecnico parmense sembra intenzionato a non perdere tempo e a mettere subito alla prova il suo Bologna tanto sul piano fisico quanto su quello mentale. Anche quest'anno infatti le difficoltà da superare saranno numerose e armi come concentrazione e determinazione risulteranno fondamentali per mantenere ancora la Serie A. Avere la possibilità di assistere alla nascita di un progetto tecnico-tattico sin dalle sue fondamenta è sicuramente entusiasmante, ma spesso se l'occhio è rivolto al campo, l'orecchio è teso alle chiacchiere dei tifosi. Il confronto quotidiano, diretto e indiretto, con gli appassionati è una delle caratteristiche fondamentali di queste giornate e consente di coltivare la propria passione per il calcio ed in particolare per il Bologna con persone altrettanto entusiaste. Sugli spalti di un ritiro si getta sempre un solido ponte tra passato e futuro e allora ecco che si passa da un'anziana signora che chiede di riconoscere gli autografi chiesti per la gioia della nipote ad un bambino pronto ad esaltarsi per quel nuovo idolo che lui chiama semplicemente "Bomber" e che magari la signora di prima guarderebbe male a causa di quella barba lunga e quei tatuaggi ingombranti. E ancora si trova un signore pronto a raccontare pillole del suo passato da spettatore di un calcio ormai scomparso ma anche una ragazzina arrivata in paese per uno stage di pattinaggio su ghiaccio che si interroga più a livello estetico che tecnico con le amiche sui giovani aggregati dalla Primavera chiedendosi quale sia Maini e quale Veratti. Il panorama del tifo rossoblù è vario, ma alla fine si finisce sempre a condividere i ricordi più o meno recenti di miti come Bulgarelli o Di Vaio, le grandi speranze disattese come Cipriani e "l'altro Della Rocca" o i cosiddetti bidoni conclamati come Coelho, ma anche l'atavica avversione per avversari storici come Juventus o Fiorentina. E intanto sul campo si continua a sudare.
Diario da Andalo, giorno 3: "Un ponte tra passato e futuro"
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