Seguire tutto il ritiro del Bologna ad Andalo è stata un'esperienza unica nel suo genere non solo perché i colori rossoblù hanno colmato interamente le nostre giornate, ma anche perché ci ha consentito di vivere per due settimane in una realtà totalmente diversa da quella abituale. In un piccolo paese di mille abitanti i ritmi sono più lenti rispetto ad una città grande ma non immensa come Bologna, le dinamiche spesso divergono dalla solita routine e allora cambia anche la prospettiva da cui si guarda il mondo. Basti pensare che il televisore è rimasto del tutto inutilizzato in favore esclusivamente di tablet e pc al punto che qualche ora di blackout da parte di un'operatore telefonico ha gettato nel panico l'intera sala stampa. In piena estate sembra strano vedere un paese quasi interamente popolato da over 70 e scoprire che i giovani del luogo o villeggianti possano avere come massima possibilità di svago le serate di karaoke negli unici due pub della zona che fortunatamente possono contare su una tolleranza maggiore di quella bolognese in fatto di orari. A tal proposito abbiamo lasciato in città per qualche giorno non solo l'insopportabile caldo afoso che tutti conosciamo, ma anche le polemiche ed i campanilismi altrettanto noti che spesso tarpano le ali alle possibilità di crescita sotto tanti punti di vista. Tra i monti di Andalo, vivendo a contatto con la squadra, è apparso meno frenetico anche l'indiavolato periodo del calciomercato che è passato in secondo piano rispetto a dribbling, esperimenti tattici e gare di tiro alla traversa. Se il ritiro serve ai calciatori per concentrarsi esclusivamente sul loro lavoro e sulla costruzione dei presupposti per fare bene durante la prossima stagione, può servire a tifosi e addetti ai lavori anche per scoprire o rivalutare altre discipline. E così ecco che un temporale può spingere una redazione al completo sprovvista di ombrelli a rifugiarsi dentro il vicino Palaghiaccio e ritrovarsi ad assistere alle prove di intere squadre di pattinaggio su ghiaccio di cui fino a quel momento si erano ascoltate solo le musiche ad alto volume come sottofondo agli allenamenti del Bologna. I volteggi e le acrobazie possono quindi diventare coinvolgenti quanto una lezione tattica di mister Pioli e dimostrare una volta di più quanti altri sport esistano oltre al nostro amato calcio. Poche ore ancora e tutto questo sarà finito ma tornando al caldo afoso ed opprimente di Bologna e all'entusiasmante frenesia del calciomercato, la speranza è che in tutti noi resti qualcosa di queste due settimane lontani dal mondo.
Diario da Andalo, giorno 12: "Due settimane lontani dal mondo"
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