Dopo due anni divisi fra Palermo, Firenze e Siena, Francesco Della Rocca torna a casa, nella sua Bologna. Dopo anni di prestiti in giro per B e Lega Pro, Della Rocca viene lanciato da Malesani che in lui vede una soluzione per la mediana. È il 2010 e il ragazzo cresce in personalità ed efficacia, tanto da collezionare 27 gettoni in A. Una bella rivincita dopo anni di limbo e spostamenti repentini. La contestata cessione al Palermo avvenuta a sorpresa nelle ultime ore del mercato estivo, lo ha visto poco impiegato e accantonato in fretta. L’annata mediocre ha aperto alla sua cessione in prestito a Firenze, amara parentesi dove non tocca il campo e da lì, il prestito a Siena dove gioca con continuità il girone di ritorno. Di rientro alla casa madre, Della Rocca andrà a rimpolpare il centrocampo ormai orfano di Perez, fuggito, e Guarente, non riscattato. Fortunatamente per Pioli, il ragazzo è un centrocampista versatile che ha nelle sue corde diverse qualità che gli permettono di svolgere più ruoli sulla mediana. Malesani che in lui scoprì una risorsa, lo impiegava interno di centrocampo, mezzala e all’occorrenza anche trequartista e sebbene il suo ruolo basilare sia quello di regista, Della Rocca ha dimostrato di poter stare tranquillamente anche davanti alla difesa a fare da play basso e, in caso di bisogno, si è cimentato con successo come centrocampista offensivo subito dietro le punte, dal momento che ha i tempi e il passo giusto per supportare gli attaccanti. Ovviamente da interno di centrocampo a 4 o da mezzala nel modulo a 3, Francesco si trova maggiormente a suo agio e viste la sua duttilità e capacità d’adattamento, si può intercambiare e gestire con Taider e Krhin a seconda delle necessità. Della Rocca è chiamato a un riscatto, perché è vero che i sei mesi giocati a Siena lo hanno rimesso in carreggiata, ma la sua carriera ha bisogno di quella sterzata che a 26 anni può essere decisiva per capire se il suo futuro può essere stabilmente in Serie A. A fine stagione Bologna e Palermo si rivedranno per discutere la posizione del suo contratto che al momento lo vede a metà fra i due club: se Francesco tornerà sui livelli di 2 stagioni fa ecco che il Bologna avrebbe il dovere di puntare su di lui magari facendone in maniera definitiva, uno dei punti cardine della squadra perché ne ha tutte le caratteristiche e soprattutto, perché l’ambiente del rilancio è quello di casa.
Della Rocca, più di una risorsa
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