Tutto Bologna Web Editoriale Date un panettone a quell’uomo

Date un panettone a quell’uomo

Marco Francia

È assurdo da dire, ma anche la settimana che ha decretato formalmente l’impegno di Joey Saputo nel Bologna Footbal Club non è stata risparmiata dalle solite, puntuali polemiche di cui l’ambiente rossoblù sembra non riuscire a fare a meno. Questa volta l’oggetto della discussione è stato Diego Lopez; non per i cambi sbagliati nella consueta partitella di allenamento, ma per il suo futuro, che in tanti continuano a dipengere (e in parte a sperare) lontano da Bologna.

Una presa di posizione che – sottolineo per l’ennessima volta – mi trova in totale disaccordo, visti non solo i risultati più che positivi ottenuti sul campo (in quanti quest’estate avrebbero pronosticato un Bologna in piena zona playoff a tre giornate dalla fine del girone d’andata?), ma anche e soprattutto il lavoro svolto dal tecnico uruguaiano, che nel giro di pochi mesi è riuscito a dare un’identità di gioco, addirittura un’anima ad una squadra completamente ricostruita (per fortuna) nella scorsa estate. Un concetto espresso per la prima volta da Lopez in persona nell’infuocata conferenza stampa di ieri, in cui l’ex Cagliari, per la prima volta da quando è a Bologna, ha fatto vedere di che pasta è fatto, dimostrando – se mai ce ne fosse bisogno – di non essere un “senza carattere” e difendendo prima di tutto la propria onorabilità come persona e poi la qualità del lavoro svolto fin qui.

Un lavoro inspiegabilmente non apprezzato dai più, tanto che da settimane e settimane continuano a rincorrersi voci circa un’imminente esonero di Lopez, anche e soprattutto perché il subentrante d.s. Corvino (la cui nomina ufficiale è stata annunciata per la prima volta ai tempi dell’ultimo scudetto) vorrebbe affidare la squadra, il prima possibile, ad un uomo di sua fiducia – il Delio Rossi o l’Eddy Reja della situazione, per intenderci. Niente più che insinuazioni, che però non avevano trovato smentita da parte della società fino a mercoledì, giorno in cui l’a.d. Fenucci ha assicurato (almeno a parole) la fiducia della società nell’allenatore in una video-intervista prodotta dall’ufficio stampa del Bologna. Niente più che una difesa d’ufficio, viste anche le modalità con cui è stata comunicata a stampa e tifosi, che nella sostanza non sposta di una virgola la posizione del tecnico uruguaiano alla vigilia del trittico di partite che chiuderanno l’anno solare e il girone di andata di un campionato di Serie B maledettamente complicato, come da tradizione del resto.

Sarà il campo a decidere il destino di Lopez, è lapalissiano dirlo. Se nella partita di questa sera ad Avellino e in quella della vigilia contro la Pro Vercelli le cose non dovessero andare come tutti (spero) ci auguriamo, il futuro di Lopez sarebbe irrimediabilmente segnato, è inutile negarlo. La logica mi fa pensare che le cose andranno per il meglio e che il 25 dicembre Lopez riuscirà a gustare il proverbiale panettone natalizio, ma se così non fosse, se per assurdo dovessero arrivare due brutte prestazioni nelle prossime due uscite del Bologna, la situazione potrebbe evolvere in maniera molto diversa da come ora possiamo immaginare. Se così fosse, non sarebbe affatto un bene per il Bologna: non solo per via di una classifica che si farebbe ben più complicata rispetto a quella attuale, ma anche perché non sarebbe per nulla facile per la squadra metabolizzare in tempi brevi una nuova rivoluzione tecnica. Sassuolo-Malesani docet.

E allora datelo questo panettone a Lopez! Perché (anche se ai più potrà sembrare assurdo) le fortune future del Bologna non dipenderanno esclusivamente dal mercato di gennaio, ma anche dalla permanenza dell’attuale allenatore sulla panchina rossoblù: date tre giocatori come si deve (oltre al panettone) a Lopez e vedrete che a maggio sarà promozione diretta.