Tutto Bologna Web Editoriale Come un pugile incapace di reagire

Come un pugile incapace di reagire

Giacomo Bianchi

Il copione visto sabato pomeriggio non è stato molto diverso da quello di una storia già letta e vissuta in passato: i tifosi rossoblù vanno allo stadio con la speranza che, finalmente, possa essere la giornata giusta per risollevarsi, il Bologna che parte bene nei primi venti minuti, la squadra avversaria che gioca senza forzare e con le infradito ai piedi ma che poi trova il goal su una disattenzione difensiva, ed una lenta agonia da lì alla fine. Ah, e chiaramente gli applausi e i cori di incitamento a fine gara (cosa che da altre parti non si vede), che gli undici con la maglia rossoblù non meriterebbero. Non sia una scusante quella che i viola sono sicuramente più forti (anche se è oggettivo), soprattutto alla luce della prestazione messa in campo sabato: hanno giocato senza impegno, senza strafare, senza nemmeno avere l'interesse di gestire la gara e attaccare costantemente come hanno fatto in altre situazioni.

Poi, dopo il primo goal, la situazione è degenerata. I rossoblù si sono persi d'animo, non hanno più avuto le forze di lottare e ogni volta che avevano palla sembravano imbarazzati. Ballardini non ha di certo aiutato la squadra, nè dal punto di vista tattico, nè da quello agonistico. Si è zittito, è sembrato lui stesso spaesato e incapace di dare una scossa. La speranza è che, la delusione e l'amarezza di quello che stava vedendo, gli abbiano offuscato la mente al momento del terzo cambio: sinceramente, pensare di sostituire un terzino con un pari-ruolo, a venti minuti dalla fine, con uno svantaggio di due goal, sarebbe davvero grave. C'era la paura di prenderne altri? Cosa sarebbe cambiato? Si sarebbe rafforzato il reparto d'attacco e messa un pò di pressione alla difesa viola che non è mai sembrata impenetrabile. La cosa che più sorprende è continuare a vedere Bianchi seduto in panchina. La sua è stata una stagione fallimentare sotto tutti i punti di vista, non ha mai inciso a parte l'exploit contro il Napoli e non è mai stato all'altezza dei suoi predecessori. Ma nelle ultime otto partite, cinque volte l'ha vista tutta dalla panchina, due sole volte è partito titolare (ma in entrambi i casi è stato sostituito) e una volta ha giocato una mezz'ora scarsa: è una statistica che dimostra l'assoluta mancanza di fiducia del tecnico nei suoi confronti. Ma Acquafresca non sta certo facendo meglio. Nelle 16 partite del tecnico ravennate (escluse 4 saltate per infortunio) ha sempre toccato il campo (l'unica gara da non considerare possono essere i 2 minuti con la Juventus a fine gara). Il risultato? Facciamo finta di non sapere. Quando si ha a che fare con due attaccanti che non segnano nemmeno con la matita, la soluzione più logica sembra quella della rotazione continua, e non nell'insistenza compulsiva nel prediligere uno dei due. Ma Ballardini sta dimostrando a tutti di avere le idee abbastanza chiare nell'ultimo periodo: uno è stato bocciato in tronco, nell'altro nutre ancora la speranza di avere quei goal necessari alla sopravvivenza.

Di buono c'è che da oggi riapre il centro tecnico di Casteldebole. Finalmente i tifosi avranno modo di rivedere gli allenamenti dei loro giocatori, di chi scende in campo la domenica con la maglia rossoblù. Servirà per stringersi ancora di più attorno ad una squadra che senza i suoi sostenitori perderebbe anche la più piccola possibilità che le è rimasta di salvarsi: vedere la gente che continua a sostenere e cantare, smuoverebbe l'animo anche al più insensibile dei professionisti. Quantomeno per una questione di rispetto.