Tutto Bologna Web Editoriale Col Toro a caccia di continuità

Col Toro a caccia di continuità

Redazione TuttoBolognaWeb
di Mario Giuliante

La sfida di Coppa Italia contro l’Inter, nonostante la sconfitta e la prematura uscita dalla competizione, lascia comunque una impronta importante su questo Bologna: se si vuole, la buona prestazione può essere fatta. Lo sa bene Donadoni, lo sa bene il Bologna ed i suoi giocatori e forse lo sanno anche i tifosi. Rimontare una squadra come i nerazzurri di due gol fa sicuramente piacere ma soprattutto fa presagire che il Bologna è una squadra viva. La trasferta di Martedì a Milano ha regalato emozioni e speranze che, purtroppo, hanno visto poca luce con il gol di Candreva nei tempi supplementari. Guardando il bicchiere mezzo vuoto rimane la sconfitta e l’impossibilità di non poter proseguire in una competizione che sotto alcuni aspetti poteva regalare gioie inaspettate (ovviamente con tutte le situazioni a favore e le fortune del caso); ma è giusto guardare anche il bicchiere mezzo pieno: perché la partita contro l’Inter non è stata una sconfitta amara? Il bicchiere mezzo pieno va visto nella prestazione di Oikonomou autore della sua miglior partita durante questo campionato oppure di Donsah e Di Francesco autori del gol pareggio il primo e di una match molto buono per il secondo; la prestazione del giovane Okonkwo che appena entrato ha dato filo da torcere alla difesa nerazzurra, mostrando le proprie caratteristiche e di Mounier che, nonostante il poco impiego in campionato, ha messo in difficoltà la linea difensiva interista. Con loro i veterani Maietta, Dzemaili, Da Costa autori come sempre di prestazioni ottime: se chiamati a giocare rispondono sempre con grande professionalità e dedizione. Tutti meritano un plauso per quanto fatto in campo: lo merita anche Mattia Destro che, nonostante non abbia inciso rispetto ai pronostici, fa parte di questa squadra.

La voglia di continuità con una gara che sia uguale a quella giocata contro la squadra di Pioli: è quello che si aspetta dai suoi Donadoni contro il Torino. La capacità di tirare fuori quell’aggressività e quella organizzazione tattica che ha messo in difficoltà i nerazzurri per ben oltre 90’ minuti. Per dare filo da torcere ai granata, che all’andata si imposero con un risultato pesante di 5 a 1 in casa, Donadoni chiederà a Mirante, Oikonomou, Maietta, Masina, Kraft, Dzeamili, Nagy, Donsah (o Viviani), Krejci, Di Francesco e Destro la stessa identica prestazione di Milano: l’intensità di gioco e la voglia di mettere in difficoltà l’avversario..il Bologna ce lo ha fatto vedere e quindi sa come si fa. Si chiederà una prestazione migliore a Mattia Destro il quale, nonostante si sia allontanato dalle belle partite alle quali spesso ci ha abituato (anche in anni precedenti con maglie diverse), gode della piena fiducia del mister che ha sottolineato come addirittura Mattia possa risultare migliore sotto l’aspetto tecnico di Belotti che non vedremo in campo per squalifica. Donadoni aspetta Destro e Mattia aspetta la possibilità di potersi rifare e tornare il solito agli occhi del mister e del Bologna. La domanda è: aspettarlo ancora oppure inziare a criticarlo? Una domanda che apre la strada a tante risposte..ovviamente le critiche se costruttive possono solo portare al miglioramento altrimenti rischiano di destabilizzare l’ambiente.

Nell’attesa del ritorno del vero Mattia, domani tornerà al Dall’Ara anche Simone Verdi, ristabilito e che siederà in panchina. Difficile vederlo subito in campo: ipotizzabile uno spezzone minimo di partita per lui per fargli riassaporare il prato verde e vedere la sua reazione sotto l’aspetto fisico. La notizia è sapere del suo ritorno e se non dovesse essere subito della partita poco importa: si è fatto a meno di lui per un po’ con grande sofferenza ed aspettarlo per un’altra partita a questo punto non rappresenterebbe un gran problema..l’importante era riaverlo il prima possibile