Due mesi di totale immobilismo, poi il boom. In questa frase è racchiusa tutta la sessione di calciomercato rossoblù, che dopo gli acquisti iniziali di Alibec, Della Rocca, Bianchi e Yaisien, ha vissuto una fase di stallo in cui si è parlato tanto e si è concluso nulla. Poco male per mister Pioli, che ha potuto così lavorare tra Andalo e Sestola concentrato sul campo e sui suoi uomini, tenendo tutti lontani dalle sirene di radio mercato. Eppure la squadra andava ancora ritoccata, lo sapeva Stefano da Parma così come lo sapeva la dirigenza intera, che tutto d'un tratto si è risvegliata dal torpore piazzando alcuni colpi. Così, capita che negli ultimi 5 giorni il Bologna si sia mosso di più dell'intero calciomercato messo insieme. È successo tutto molto in fretta, è bene dunque provare a mettere ordine per cercare di capire cosa sia successo all'ombra delle Due Torri.
Innanzitutto è arrivato il tanto agognato terzino sinistro, che risponde al nome di Marek Cech. Il 30enne, svincolato dal Trabzonspor e già in orbita felsinea da un paio d'anni, può risultare utile a mettere pressione a Morleo, discreto calciatore ma troppo sicuro del posto nelle ultime stagioni per mancanza di alternative valide. Risolta (si spera) l'annosa questione terzino, si è registrato anche il gradito ritorno del Ruso Perez, che ha rinnovato il matrimonio con la società di Guaraldi per altre due stagioni, portando in dote quella solidità e fisicità di cui la mediana di Pioli era rimasta orfana. Due buoni colpi, insomma, con la ricostitutita coppia Perez-Taider a fare da ciliegina su una torta a cui mancava solo un ingrediente (esterno alto) per risultare molto buona. Forse tutto troppo bello per essere vero, e in effetti in meno di 48 ore arriva il più classico dei fulmini a ciel sereno. L'Inter si porta a Milano proprio Saphir Taider, il gioiello più prezioso dopo Diamanti, con un'offerta davvero irrisoria. La scena più o meno me la immagino così: Bologna e Inter nei panni di due bambini intenti a scambiarsi figurine. Il Bfc è il classico bambino sfigato, pieno di doppioni e con qualche figurina preziosa nella sua collezione; l'Inter invece il cinno viziatello, a cui il papà compra 20 pacchetti di figu al giorno e a caccia degli ultimi pezzi per completare la sua raccolta. L'Inter adocchia Taider, lo vuole ai "suoi" costi, altro che offerta vergognosa (per dirla alla Guaraldi). Il Bolo non ci sta, prova ad impuntarsi, vorrebbe in cambio qualcosa che gli sia utile. Ma basta poco all'Inter per fare le sue regole, un po' di pressione e qualche spiccio e Taider si veste di nerazzurro, mentre gli oggetti dei desideri rossoblù Duncan e Mbaye finiscono al Livorno. Al Bologna, oltre a poca pilla, non rimane altro che una di quelle card scartate dagli altri (con tutto il rispetto per Laxalt) oltre a una voragine da colmare al più presto, visto che nessuno degli uomini presenti in rosa possiede le caratteristiche di Saphir. Si continuano nel frattempo a sondare le piste per arrivare ad un'ala, i nomi in ballo sono sempre quelli di Grozav, Krasic, e Schiattarella. La certezza, però, è che il Bologna da questi giorni post-ferragosto di mercato ne esce terribilmente indebolito.
Cinque giorni di intenso mercato, ma il Bologna ne esce indebolito
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