…sarà perché ti amo? No, sarà perché non abbiamo un’idea, né in campo né fuori. Un pessimo Bologna, il peggiore visto sin qui, viene battuto meritatamente da un Crotone, al contrario, molto pulito e ordinato. E quando l’ordine e il caos si scontrano, il primo la spunta quasi sempre.
Che confusione...
È stata una squadra priva di fosforo quella vista ieri, che ha corso parecchio ma altrettanto male, bypassando sistematicamente il centrocampo e sciogliendosi al momento di concretizzare. Perché dei palloni decenti gli uomini di casa ne hanno anche avuti, ma giunti sulla trequarti hanno sistematicamente cannato la scelta, un po’ per merito degli avversari ma soprattutto per demeriti propri. Senza voler togliere nulla alle qualità del Crotone, infatti, il suo tasso tecnico è inferiore a quello del Bologna, solo che è riuscito a mettere in pratica quelle poche idee che aveva, le quali contrapposte al nostro nulla cosmico sono sembrate la teoria della relatività einsteiniana.
Sbagliate le scelte di Lopez, che ha spostato Laribi, uno degli uomini chiave della vittoria di Pescara, sulla linea di metà campo (terzo ruolo in quattro partite) e inserito Giannone sulla trequarti: un assetto che ha annullato in toto l’apporto positivo dell’italo-tunisino, mentre il ragazzo arrivato in prestito dalla Reggiana è stato il più pericoloso finché è rimasto in campo. Una sostituzione, questa, spiegabile solo con la stanchezza del giocatore, così come poco chiaro è stato l’ingresso di Bessa per Ceccarelli, con conseguente spostamento di Laribi nel ruolo di terzino destro (quarto ruolo in quattro partite). Una sostituzione per passare a un mai provato 4-4-2, un modulo per il quale il Bologna non ha assolutamente i giocatori adatti, non li ha proprio.
Inquietante come il Bologna, subita goffamente e distrattamente la rete di Beleck, sia entrato nel pallone più totale, mostrando ancora una volta una fragilità che in Serie B equivale a sanguinare davanti a uno squalo. Non è un caso che il Crotone abbia finito la partita in attacco, anche dopo aver siglato il raddoppio con Oduamadi. Al contrario, la prima parata di Caio la registriamo all’86’, su una punizione loffia di Morleo. Vuol dire che per quasi l’intera partita il Bologna non ha inquadrato lo specchio della porta, anche a causa di una prestazione ectoplasmatica di Cacia e Acquafresca. Pochi palloni, vero, ma quei pochi sono stati buttati alle ortiche.
Tutto da rifare dopo la buona prova di Pescara, quindi, e squadra che sarà nuovamente impegnata già martedì a Terni. Di solito in questi casi si dice che è meglio giocare subito, per mettersi alle spalle la partita precedente, ma se lo spettacolo dovesse nuovamente essere quello di ieri io preferire aspettare Natale prima di rigiocare: mi serve un po’ di tempo per smaltire.
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