I bei tempi dei biscottoni sul campo del Bentegodi sono finiti. Il Bologna, ieri, è stato surclassato, dominato, scherzato, demolito dal Chievo in una partita senza storia. Ripeto: dal Chievo, che se non erro non è la squadra soprannominata Galacticos. Non c'è stata storia, perché il Bologna non è sceso in campo. La peggiore prestazione stagionale a mani basse per i rossoblù, che pensavo avessero toccato il fondo in quell'invereconda partita di Catania. E invece ieri han preso il badile e il fondo l'hanno scavato in profondità. Quello che successe dopo Catania lo sappiamo tutti: ecco, pensiamoci anche oggi.
Casino totale
Perché è evidente che Ballardini, purtroppo, sia andato nel pallone. La dimostrazione più lampante l'abbiamo avuta al 30', quando il tecnico ha tolto Garics per inserire Laxalt. Inventarsi l'austriaco mezzala mentre sei in piena lotta per la salvezza è una scelta rischiosa, troppo rischiosa, che ieri si è rivelata suicida. Va bene che la rosa è scarsa, ma come si può correre un azzardo del genere? In più, per la seconda volta in tre partite, dopo un quarto d'ora dall'inizio della ripresa il mister aveva già finito i cambi. Vuol dire formazione sbagliata, vuol dire partenza ad handicap, vuol dire capirci poco. Già la girandola di formazioni contro il Cagliari non era stato un buon indizio, ma ieri è stato il caos.
Oltre alle scelte errate, in questo mese di marzo è soprattutto mancato l'atteggiamento necessario, vitale, per venire a capo di una situazione delicata anziché no. Queste cinque partite (di cui ci resta solo l'Atalanta), lo sapevamo, avrebbero segnato in maniera decisiva la stagione del Bologna. Erano tutte alla portata, e proprio per questo avrebbero dovuto essere la svolta in positivo del campionato. Dopo il buon pareggio contro il Verona, invece, la squadra si è sciolta. Gare ogni volta di rincorsa contro squadre abbordabilissime, che però hanno sempre saputo metterti in difficoltà. A differenza tua, che quasi mai hai dimostrato di poterle impensierire. Contro il Cagliari ti ha salvato un rigorino a un quarto d'ora dalla fine, ieri dopo sette minuti sei stato affossato dal penalty di Paloschi. A quel punto era lecito aspettarsi una reazione, ma all'intervallo le parate di Agazzi erano ancora zero. Zero. Nella partita della vita, contro il Chievo: dai, non scherziamo. E, sempre nella partita della vita, su calcio piazzato ti scordi di marcare l'attaccante più pericoloso. Colpa di Sorensen, probabilmente, sulla scena del delitto anche in occasione della ciliegina di Rigoni. Se non giocava da 113 giorni un motivo evidentemente c'era.
Fino a un mese fa pensavo che il casino fosse solo a livello dirigenziale, ma questo marzo impresentabile mi ha fatto capire che anche nella squadra c'è un casino totale. Ballardini ormai non sa più che pesci pigliare, e adesso non è più solo un problema di rosa deficitaria: ci sono delle evidenti responsabilità imputabili al mister, e non è detto che si debba per forza andare avanti così. Perché non c'è più tempo, sul serio, e se i buoi non sono già scappati è solo perché anche le altre squadre sono imbarazzanti. Ma tu, a un mese e mezzo dalla fine, sei la peggiore del peggior campionato della storia: oggi, come non mai, sento puzza di domeniche libere.
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