Tutto Bologna Web Editoriale Caro trevigiano, io non ti piango. E aspetto Zeman

Caro trevigiano, io non ti piango. E aspetto Zeman

Redazione TuttoBolognaWeb



Il sette giugno 1964 il Bologna vinse il suo settimo e ultimo scudetto. Il settimo sigillo, si direbbe, una sorta di sceneggiatura alla Ingmar Bergman, amore e morte. Il quattro giugno di cinquant'anni dopo un signorotto del trevigiano, rimasto alla finestra per tanti mesi (è così che si dimostra attaccamento ai colori sociali?), guarda una città genuflessa davanti a lui, sindaco compreso e dice: no. Non investo.

Non partecipo al dolore. Non mi sento di rimpiangere affatto il Paperone di importazione, uno che nel '74 rilevò una torrefazione di grande nome e tradizione messa in vendita per via di un fatto di cronaca che aveva gettato una famiglia molto unita nell'angoscia.

Non cambiò il nome del suo investimento, quel capitano d'azienda. Sfruttò allora il marchio di qualità, un marchio di Bologna! Come si cambia...

A chi decide di non rischiare, dunque "non fa" preferisco chi fa e sbaglia.

Il Paperone veneto ha scelto strategicamente di non investire. Non ce ne sono le condizioni. Una scelta di cuore? Non crediamo affatto.

I (sempre) bene informati - che in questa città in particolare fanno poi delle figuracce immani - dicono che è un gioco delle parti, una sfida di nervi. Una partita a scacchi in stallo. Sulla pelle di chi?

Sulla pelle delle vere vittime di questa grottesca situazione, una titanica sfida tra chi ha dimostrato pessime capacità di fare impresa e chi sembra seduto sulla famosa riva del ruscello.

Ci si è ridotti all'ultimo, e il cadavere che deve passare sembra sempre più quello del nostro amato e povero Bologna.

Le immagini di quello scudetto, le feste e le celebrazioni di questi giorni cui si prestano amici con i capelli ingrigiti dal tempo e con una ruga in più, quella solcata dalle tribolazioni della squadra del cuore, hanno un sapore mesto. Cosa festeggiamo? Forse quanto siamo caduti in basso?

La gente ti ferma, ti chiede ovunque: ma allora ci sono novità? No. Nessuna novità. Buona novità, allora.

Staremo a vedere. Non rimpiangerò i soldi di un mercenario, non credo alle voci di una imminente apocalisse, non voglio crederci. E aspetto di vedere concretizzata la prima mossa, la sola che possa muovermi - l'ho detto in tempi non sospetti - un sospirone di speranza: Zdenek Zeman.