Capisco che tu abbia tanti bambini da accontentare e che la fantasia sfrenata di questi, porti il tuo mestiere a diventare ogni anno più complicato.
Caro Babbo Natale...
Tecnologie sofisticate, aggeggi di una complessità astronomica, giocattoli che sembrano umani mutanti e accessori variegati fino a renderne impossibile il loro concreto utilizzo.
E’ per questo che sono in imbarazzo a formularti, per questo Natale, una richiesta apparentemente complessa. Sappi, almeno, che la richiesta non è espressamente per me e anzi, esaudendola, potresti accontentare molte più persone di quelle che immagini con un effetto moltiplicatore davvero entusiasmante.
Beh…almeno ci provo:
Per Gianluca Saponetta Curci, da Roma, ti chiedo un paio di guanti speciali: a presa rapida, antiscivolo e con una sorta di calamita che catalizzi i palloni con le traiettorie più disparate.
Per Garics e Morleo, mangiapocafascia, mi piacerebbe un Corso Intensivo tenuto, chessò, da un paio di personaggi come Michele Paramatti e Adriano Fedele: gente che mangiava l’erba, sputava sangue e pisciava sudore. Magari riuscirebbero a fornire qualche utile consiglio.
Per un gruppettino di marcantoni (si chiamano Antonsson, Natali, Sorensen e compagnia) una cartina geografica, meglio ancora un satellitare, per evitare di perdersi in pochi metri quadrati. E anche un sensore, va là, per non perdere nemmeno gli attaccanti che pascolano come cavalli selvaggi.
Per René Primaopoiesplodo Krhin, dalla Slovenia, mi servirebbe una polverina magica (roba legale, mi raccomando!) che accelerasse neuroni e muscoli per renderlo, almeno, presentabile.
A Perez, uruguagio, un po’ di pazienza…per far tornare il fratello, quello buono.
A Pazienza, un po’ di…Perez (quello buono), da assumere prima dei pasti per vedere se a mangiarlo diventa un po’ come lui (lui quello buono, s’intende!).
A Kone, dalla Grecia (o forse dall’Albania…ma non importa) e Alino (da dove gli pare) solo tanta tanta salute…almeno fino a Giugno.
A Mosca Moscardino Moscardello un rasoio speciale, per affilare la barba come una lama e magari pungere un po’.
Per Cristaldo, da Baires, una scarpa speciale (anche una sola) per raddrizzare un po’ la mira, dotata di una batteria che gli mantenga viva la memoria: per ricordarsi di essere una punta.
Per Rolando Nonsegnoneancheconlabiro Bianchi…fai te! Davvero non saprei se possa esistere un rimedio.
Per Pioli, da Parma, un tegamino di idee. Magari mescolandole un po’ ci tira fuori un soffritto decente per qualche domenica.
A Zanzi, da Ravenna: una geniale intuizione per Gennaio. Una, almeno una!
A Guaraldi…una valigia, anche di cartone, da riempire in fretta, prendere con sé e portare il più lontano possibile.
Capisco che le richieste siano tante, ma ti garantisco che c’è tanto bisogno e proprio proprio ho limitato al minimo indispensabile.
Come vedi per me, per noi tifosi, non ci sono altri desideri da accontentare: biglietti e abbonamenti li compriamo, pioggia e freddo ci arrivano gratis, magoni da ingoiare poi ne abbiamo da vendere. Ci basterebbe vedere qualcosa cambiare, per una volta “in meglio”.
Cosa posso prometterti, anche a nome di tutti gli altri? Non molto. Non abbiamo altro da offrire se non fede, voce e speranza infinita.
Infinitamente grato e intanto Buon Natale.
Un cinno rossoblù
Ps: ti confesso che non sono mica tanto più cinno…e che tanti anni fa ho anche smesso di credere a tante favole, compreso la tua. Poi, pervicace, ho anche convinto i miei figli a smettere di crederci (dopo che avevo fatto i salti mortali per giustificarti) …ma ora mi rendo conto, che in certe situazioni, non restano che i Marziani, le Favole, Paperinik e Babbo Natale. E come ogni tanto qualche bambino sentenzia: “Ok, Babbo Natale non l’abbiamo mai visto…ma avete le prove che non ci sia davvero?” Vedremo nel girone di ritorno.
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