Nel calcio, come nella vita, anche i più grandi amori sono destinati a finire. Fino a venerdì credevo di dover iniziare il mio pezzo con questa "massima", ma poi incredibilmente oggi mi trovo qui a scrivere un qualcosa che non avrei mai pensato possibile. Diamanti-Guangzhou, tutto saltato, Alino resta a Bologna con buona pace dei cinesi e di Lippi, e con il Bologna che potrà continuare a godere delle magie del numero 23. Infatti la nota ufficiale comparsa nella mattinata di venerdì sul sito del Bologna, è stata chiara: accordo non raggiungibile in termini economici, per tutta una serie di motivi che ormai sono chiari a tutti e su cui quindi è inutile ritornare. Decisione accolta da un sospiro di sollievo in città, Diamanti sembrava ormai un ex calciatore del Bologna, con le valigie pronte verso una destinazione lontana, troppo lontana, così come troppo piccola per l'estro del fantasista pratese. Diciamocela tutta, anche i muri avevano capito che l'operazione era esclusivamente legata ad un fattore economico, con il Bologna che avrebbe incassato 9,3 milioni di euro che avrebbero dato ossigeno alle esigue casse societarie, e con Diamanti che avrebbe firmato un contratto triennale da 4 milioni di euro a salire. Aggiungiamoci poi, che la moglie del capitano felsineo, Silvia Hsieh, è di Taiwan ed il puzzle a questo punto è completo. Insomma, mettetevi nei panni del calciatore, a 30 anni chi di voi avrebbe rifiutato una proposta simile? vi rispondo io: nessuno. Detto questo, a seguito del no del BFC, il ragazzo si dovrà rimettere nell’ordine di idee di continuare col Bologna, cercando assieme ai compagni di regalare ai tifosi una salvezza che ad oggi appare complicata. E' proprio la salvezza la "mission impossible" di Diamanti, una nuova sfida, forse la più complessa da quando 2 anni e mezzo fa è arrivato sotto le Due Torri, via Brescia, una sfida per numeri uno, una sfida per Diamanti appunto. Domenica contro il Napoli ha offerto una grande prestazione, il primo assist a Bianchi è stato perfetto, una traiettoria incredibile, resa sublime dall'incornata del ritrovato attaccante. Che Alino sia fondamentale in questa squadra è indubbio, inutile negare che la sua partenza avrebbe lasciato un vuoto troppo grande da colmare, qualunque fossero stati gli acquisti fatti. Così come del resto trovo assurdo mettere in discussione un calciatore della sua classe e della sua tenacia, 86 presenze e 21 gol con la maglia rossoblù, oltre ad una miriade di assist che gli hanno permesso anche di finire in pianta stabile in Nazionale. Da suo grande estimatore ricordo ancora la sua prima apparizione in maglia rossoblù, in Coppa Italia al Dall'Ara contro il Padova, quando dopo aver saltato due avversari, recapitò a Portanova il pallone del momentaneo 1-1, così come ricordo il suo primo centro sempre in casa contro l'Inter. Credo che non sia un caso che nelle ultime due stagioni, il Bologna si sia salvato con discreta tranquillità collezionando la bellezza di 95 punti totali. E' anche vero che quest'anno il Bologna si ritrova in tutt'altra situazione di classifica, e Diamanti per un motivo o per l'altro non sta riuscendo ad incidere come gli altri anni, ma accusarlo come hanno fatto parecchie persone, di scarso impegno, è da folli. Al capitano si potrà rimproverare magari il comportamento (non sempre in linea con il suo ruolo da capitano), ma non di certo il sudore col quale impregna la maglia. Corre e lotta per 90', non tira mai indietro la gamba e nonostante ciò riesce quasi sempre a rimanere lucido in zona gol, cosa chiedere di più al ragazzo? "Qualche volta penso che da parte della città e dei tifosi si sia incrinato qualcosa nei miei confronti, Questo è un momento importante della mia carriera e vorrei sentire di più l'affetto dei tifosi soprattutto adesso che le cose non vanno al meglio. Nella partita contro il Verona mi sono arrabbiato per qualche insulto a livello personale arrivato dai tifosi perché qui ci impegniamo tutti per il bene del Bologna, e chi viene allo stadio solo per insultarci per me può stare a casa", parole a mio avviso sacrosante di Diamanti, che con queste dichiarazioni non volle mancare certamente di rispetto a nessuno, bensì cercò di esporre quello che era il suo stato d'animo, oltre a chiedere un apporto maggiore dai tifosi, che ha sempre avuto, e che quest'anno sentiva mancare. D'altronde, può sembrare sfacciato e menefreghista il più delle volte, ma in fondo è un ragazzo come tanti, che probabilmente non ha raccolto in carriera quello che meritava, ma che a Bologna sembrava aver trovato la sua dimensione proprio perché si sentiva amato. Adesso però basta rancori e basta mercato almeno fino a domani, perché si ritorna in campo, a Genova, contro una Sampdoria che si è risollevata con la cura Mihajlovic e che con la sua coppia d'attacco fa davvero paura. Dall'altra parte però ci sarà Bianchi, che non potrà contare sul sostegno dello squalificato Kone, ma potrà farlo a sorpresa su Diamanti, pronto a riprendere da dove aveva lasciato, in modo da far ricredere gli scettici e in modo da riappropriarsi del "suo" Bologna, cercando di (ri)conquistare i tifosi regalando loro ancora una volta le magie a cui ci ha abituati in questi ultimi anni. La salvezza passa per Genova è vero, ma prima ancora, è passata per la Cina, fidatevi.
Capitano, che ne dici di ricominciare?
© RIPRODUZIONE RISERVATA